Il San Raffaele in cima agli affari degli arabi
Sul recupero dell’ospedale investiti 1,2 miliardi di euro e si parla di un interesse per Meridiana
OLBIA. Non solo la Costa Smeralda. Il Qatar amplia sempre più i suoi interessi nell’isola. Da tempo si ipotizza che l’emirato potrebbe investire i suoi petrodollari per salvare Meridiana, sempre più in picchiata. Ma se l’operazione per far riprendere quota alla compagnia aerea rimane per ora un’ipotesi, c’è già una certezza.
Il San Raffaele aprirà il primo marzo del 2015. La conferma è arrivata in questi giorni dal numero uno della Qatar foundation Endowment, Lucio Rispo, che ha dato un programma preciso.
L’accordo con le banche per l’acquisto dell’immobile è cosa fatta. Si sarebbe chiuso vicino ai 34 milioni di euro. Ora serve la ratifica dei commissari liquidatori, che di fatto hanno il possesso dell’edificio alle porte di Olbia. Dovrebbe arrivare entro il 26 agosto, ma il sì sembra essere scontato.
Subito dopo saranno aperti i cantieri. La conferma arriva da Rispo, che ha spiegato come ora si sia accelerato anche per superare gli ultimi ostacoli burocratici per l’avvio dei lavori. Dettagli che diventano essenziali per bruciare le tappe. I vertici della fondazione hanno più volte detto come gli interventi per mettere a norma l’ospedale saranno profondi e richiederanno risorse e tempo.
La fondazione dell’emiro ha pronto l’assegnone da un miliardo 200mila euro per dare vita all’ospedale. Il più grande piano di rinascita per l’isola degli ultimi 20 anni.
Ma solo per acquistare e rifare l’edificio servono più di 100 milioni di euro. Nei mesi scorsi gli stessi vertici della Qatar foundation dicevano che serviva una cifra vicina ai 60 milioni per adeguare lo scatolone bianco all’ingresso di Olbia alle nuove norme sugli ospedali in Italia. A questo si deve aggiungere il costo di acquisto della struttura.
Ma il completamento dell’edificio è solo il primo passo. Il San Raffaele, ma questo nome che non piace ai nuovi proprietari presto sparirà, dovrà essere riempito di contenuti. L’aspetto burocratico è già superato. La Regione ha dato il via libera per l’accreditamento dei 262 posti letto. Le due università sarde hanno offerto la loro disponibilità per le attività di ricerca. È tutto definito, dai reparti a come funzionerà la struttura. E il Qatar non ha mai nascosto di voler fare dell’ospedale sardo un centro di eccellenza nella ricerca e nella lotta ad alcune patologie come il diabete. Malattia che accomuna i sardi, tra i primi in Europa per incidenza, e il Qatar, in cui soffre di diabete il 17 per cento della popolazione. Ma questo è solo uno dei campi su cui l’emirato vuole puntare. Una possibilità di crescita per la sanità sarda impossibile da lasciarsi sfuggire. (l.roj)
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