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Laura Marchiori, fotografia e memoria

Laura Marchiori, fotografia e memoria

Menotrentuno, il grande festival diffuso dell’immagine chiude ad Alghero con una giovane rivelazione

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ALGHERO. Menotrentuno, festival di fotografia, dopo un felice tour dell'isola giunge nella città catalana con la mostra della giovane fotografa sarda Laura Marchiori “All'ombra della miniera”, reportage realizzato nel territorio di Gonnesa appositamente per questa edizione.

La mostra, dopo una breve tappa a Villanova Monteleone, è accolta nella suggestiva piazza del Teatro, a coronare una delle location più suggestive di Alghero, grazie all'adesione entusiasta dell'amministrazione , al fondamentale supporto dell'assessore alla cultura Gabriella Esposito e alla collaborazione dell'osteria Albisbe4.

Laura Marchiori è nata nel 1987 a Iglesias. Diploma liceo Artistico di Iglesias e studi presso l'Accademia di Belle Arti di Sassari . Terminati gli studi decide di dedicarsi alla fotografia professionale e artistica. Salvatore Ligios, docente dell’accademia, e motore dell’evento dice del lavoro di Laura Marchiori: «La circolazione massiccia di tante fotografie, con le moderne tecniche, non ha saturato il mercato. Al contrario, ha alimentato in modo esponenziale la sua crescita anche se, come contropartita, ne ha condizionato l'originalità della copia – sostiene Ligios –. Forse la fotografia è morta ma all'orizzonte si intravede la nuova arrivata. Laura Marchiori si colloca nel solco della tradizione e consapevole di esplorare un terreno già battuto da autori importanti che hanno consegnato alla storia delle immagini diventate icone collettive, sceglie una strategia minimalista, ma non per questo meno efficace,per raccontare uno spaccato della terra del Sulcis, l'ultima area industriale italiana a vocazione mineraria. La memoria di oggi, sembrano suggerire le fotografie di Marchiori, si alimenta e convive nella promiscuità di un linguaggio che col passare del tempo perde parte del suo contenuto originale per acquistarne uno ibrido o nuovo.

In questo modo lo sguardo femminile declina il tema della memoria con un'indagine sul territorio, attraverso un reportage tra la miniera del passato e quella del presente in una sorta di parallelo visivo affidato ai volti delle persone e ai luoghi dove esse vivono».

Racconta Laura Marchiori: «Nonostante sia nata e cresciuta qui dove la miniera è quasi ovunque, all'inizio della ricerca mi sono sentita straniera nel mio territorio. Questa “purezza” mi ha permesso di guardare con occhi diversi questo mondo ».

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