Spano: sui poligoni la partita è ancora aperta
L’assessore contro il governo che ha assimilato aree militari e industriali. All’attacco anche Irs
SASSARI. La Regione si schiera contro l’equiparazione tra poligoni militari e siti industriali e chiede al governo di fare un passo indietro. A ribadirlo è l'assessore all'Ambiente Donatella Spano in riferimento all'approvazione alla Camera e al Senato del decreto Competitività. «La Giunta non ritiene accettabile questa assimilazione – afferma la Spano –. Continueremo in sede governativa a difendere la posizione della Sardegna, per noi resta una partita aperta. Non mancheranno interlocuzioni forti con il governo per arrivare a una soluzione quantomeno accettabile per l’isola». La Regione aveva già espresso la sua contrarietà all’approvazione del decreto, ma senza successo. «Ci siamo opposti sia in sede tecnica, sia in sede politica durante tutto l’iter – continua la Spano –: abbiamo espresso con decisione il nostro orientamento nella conferenza delle Regioni e nella conferenza Stato-Regioni. In quell'occasione solo il Friuli ha seguito la nostra posizione». Anche il governatore Pigliaru aveva inviato una nota al presidente del Consiglio Matteo Renzi, opponendosi alle soglie, aumentate di 10 volte rispetto ai limiti in vigore. Analoga nota con la posizione della Regione era stata trasmessa a tutti i parlamentari sardi. «Senza dimenticare che la Sardegna – ricorda ancora l'assessore Spano – non ha firmato l'accordo sulle servitù militari con il Governo nazionale».
Dalla maggioranza di governo a Cagliari, precisamente dagli indipendentisti di Irs, arrivano forti critiche nei confronti di quei parlamentari sardi, anche alleati, che hanno votato a favore del decreto annulla bonifiche. «È’ vergognoso – attacca il direttivo di Irs –. La norma prevede che per la valutazione dei tassi di inquinamento nelle aree del demanio, destinate a uso esclusivo delle forze armate, vengano applicate le stesse concentrazioni di soglia di contaminazione previste per l'industria. Significa che per le zone di esercitazione militare, da Teulada a Quirra fino a Capo Frasca, sono previste soglie superiori fino a 100 volte rispetto ai limiti applicati fino a oggi. Il presidente Pigliaru deve prendere una posizione chiara in merito a questi ultimi avvenimenti. Lui è il presidente dei sardi e non può tacere davanti a un atto grave come questo»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
