La Nuova Sardegna

Il risiko dei cieli, da Meridiana ad Alitalia

Sulle low cost l’assessore pensa a un bando per le rotte. Sulla compagnia sarda: serve razionalizzare

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Il futuro prossimo è la continuità territoriale 2: a settembre, in Giunta, l’assessore ai Trasporti presenterà la bozza della gara per sei, massimo dieci, rotte e in primavera potrebbe esserci l’assegnazione. Sul resto (che è molto) Massimo Deiana non si sbilancia ed è diplomatico come non gli capita spesso. Se avesse la sfera di cristallo, lui ci guarderebbe dentro per capire quanto la fresca fusione fra Alitalia-Etihad avrà ripercussioni sulla Sardegna. Oppure quanto tempo servirà ancora a Meridiana per tirarsi fuori dal lungo caos, o perché no capire «come potremmo trattenere le compagnie low cost, nell’isola, senza più gli incentivi ora vietati dall’Europa». Problemi grandi e grossi, non c’è dubbio. Da affrontare uno per volta.

Alitalia. «Per la verità – dice l’assessore – non sono preoccupato per il nuovo assetto societario della ex compagnia di bandiera. Anzi, il fatto che gli aerei in continuità territoriale per Fiumicino e Linate siano sempre a pieno carico, turisti compresi, ci mette al riparo dal rischio di eventuali rivoluzioni. Non credo proprio che i nuovi manager di Alitalia possano mettere mano a un contratto che dura quattro anni e in cui sono le sovvenzioni a coprire possibili perdite». Sull’Alitalia, quindi, Deiana è ottimista.

Meridiana. Sulla compagnia dell’Aga Khan il pessimismo invece traspare: «La situazione – continua Deiana – è molto critica. La società è impegnata in uno sforzo importante per raddrizzare i conti e tutto va avanti come deve andare: a piccoli passi». Subito dopo: «Non giudico il piano industriale di una società privata, ma oltre la necessaria razionalizzazione e l’indispensabile difesa dei posti di lavoro, auspico che Meridiana trovi presto un partner. Non è più possibile stare sul mercato con un solo azionista, che finora ha messo mano al portafogli per ripianare le perdite. No, Meridiana, com’è accaduto per Alitalia, ha bisogno di essere affiancata da un socio forte». Le linee aeree del Qatar? Chissà.

Low cost. L’Europa ha detto da tempo che i vecchi contratti (spesso segreti) fra le società di gestione degli aeroporti e le compagnie low cost – i ben informati dicono zeppi di sconti – non si possono più fare: sarebbero ingannevoli “aiuti di Stato”. Allora che si fa? Ecco la risposta dell’assessore: «Siamo impegnati a studiare un sistema compatibile con le ultime e rigide direttive di Bruxelles. È un problema generale, non solo nostro, perché l’azzeramento dei voli a basso costo fa paura». C’è una soluzione? «La porticina che si potrebbe aprire – dice Deiana carico di speranza – è quella della procedura ad evidenza pubblica. Cioè mettere a concorso le rotte, a loro volta sostenute da incentivi per il turismo. Le chiamano operazioni di co-marketing e la Spagna ha cominciato a sperimentarle: vedremo. Certo, nessuno vuole rinunciare alle low cost: sono troppo importanti per il traffico internazionale». Ma senza la sfera di cristallo, tutto è molto più difficile. (ua).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative