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la reazione del villa pasciÀ

Il titolare: «È successo all’esterno, ora vigileremo anche sulla strada»

Il titolare: «È successo all’esterno, ora vigileremo anche sulla strada»

OLBIA. Ancora una rissa finita nel sangue, ancora un giovanissimo che lotta tra la vita e la morte. Il regno del divertimento fa sempre più paura. Il primo ad ammetterlo è lo stesso Alessio Fedeli,...

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OLBIA. Ancora una rissa finita nel sangue, ancora un giovanissimo che lotta tra la vita e la morte. Il regno del divertimento fa sempre più paura. Il primo ad ammetterlo è lo stesso Alessio Fedeli, il gestore del Villa Pascià, la discoteca più frequentata di Olbia dove la notte di Ferragosto Francesco Sodo era andato a divertirsi con gli amici. E dove ha incrociato la sua strada con quella del sedicenne che qualche ora dopo lo ha accoltellato per strada. «Ora l’unica cosa che mi preme è che Francesco si salvi», afferma Fedeli. La salute del giovanissimo ferito, dunque, prima di tutto. Ma è innegabile che per lo staff del Villa Pascià vedere il loro nome abbinato a un fatto di cronaca non faccia piacere. Anche perché non si tratta della prima volta. «È successo tutto all’esterno della discoteca. Anzi, siamo stati noi a chiamare la polizia e il 118. La cassiera ha visto questo ragazzo sanguinante che saliva verso il locale. Immediatamente si è accorta che era stato accoltellato e ha subito chiamato forze dell’ordine e ambulanza». Fedeli, che la sera non era presente perché impegnato nell’altro locale che gestisce a Porto Rotondo, lo Smaila’s, racconta di come lo staff del locale abbia aiutato la polizia a individuare l’accoltellatore. «Si sono scambiati un po’ di informazioni e hanno capito che si trattava di un ragazzino che era venuto in discoteca con il taxi. È grazie a quello che sono riusciti a risalire al nome del sedicenne». A sedici anni, dunque, in discoteca col coltello. «È pazzesco, lo so – dice ancora Fedeli –. Io conosco bene il mondo della notte, sono quasi vent’anni che ci lavoro, ma la gioventù di oggi è diversa da quella che l’ha preceduta. Oggi i ragazzini sono più cattivi, non hanno paura di niente. Non sanno cosa voglia dire il rispetto e non si fermano di fronte a nulla». Per il Villa Pascià non si tratta della prima aggressione finita nel sangue. Nei mesi scorsi un giovanissimo è stato investito intenzionalmente e altri due sono stati malmenati con delle chiavi inglesi. «Purtroppo la strada vicino alla discoteca è diventata un Bronx – ammette Fedeli –, tanto che da ieri notte, visto quello che è accaduto la sera prima, ho deciso di intensificare la vigilanza anche sulla strada. All’interno del locale la sicurezza è già presente, come anche nei parcheggi. Ora, in accordo con il Comune e la polizia locale, ho scelto di aumentare i vigilantes anche sulla strada. Ripeto, per tutti noi la cosa più importante è che il ragazzo ferito si salvi, ma per chi fa il nostro mestiere ogni volta che accade un fatto simile è devastante dal punto di vista economico. Non resta che tutelarci potenziando ulteriormente i controlli». (al.pi.)

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