Blitz a Teulada per vedere da vicino la base
Già approvato l’ampliamento con la creazione di un villaggio per le esercitazioni dei militari
TEULADA. Senza elmetto, eppure era in una base militare, ma forse c’era caldo o più che altro avrebbe nascosto gran parte dell’abbronzatura ferragostana, il ministro alla Difesa Roberta Pinotti è apparso ieri nel maxi poligono. È scesa dall’elicottero, partito da Palau, dov’è in vacanza, e visitato il poligono più grande d’Europa, che l’Esercito vuole ancora ampliare. È stato un blitz organizzato per tempo, ma chissà perché tenuto nascosto alla Regione, anche se non doveva certo chiedere permessi particolari visto che ha calpestato solo le zolle sottomesse al Demanio statale, ma sarebbe stato meglio un po’ più di garbo istituzionale. Comunque, il ministro Pinotti non s’è fatto mancare nulla, neanche la troupe della Rai, la televisione pubblica, al seguito, per immortalare passeggiata e sopralluogo fra i militari. Su cosa gli abbiano detto, raccontato e fatto vedere i vertici dell’Esercito si sa poco. Ancora meno se su qualche tavolo della foresteria (dove avrebbe pranzato) ci fosse il progetto del villaggio-esercitazioni che lo Stato Maggiore vuole costruire a Teulada, per addestrare ancora meglio le truppe. Si sa invece qual è il suo pensiero dopo la mancata firma, a giugno, dell’accordo sulle servitù militari con il presidente della Regione. «Sono nell’isola – parole testuali – per un breve periodo di vacanza e mi è sembrato opportuno sorvolare in elicottero Macomer, Capo Frasca, Quirra e atterrare infine a Teulada». Fatta la confessione, ha aggiunto: «Con la Regione, ho aperto un tavolo di confronto all’indomani della conferenza nazionale sulle servitù militari, perché il Governo è interessato a capire e a ragionare con la Regione sulla presenza delle Forze armate nell’isola». Il ministro ha dichiarato anche l’obiettivo che vorrebbe raggiungere: «Far convivere al meglio le esigenze della popolazione con quelle indispensabili del nostro Esercito». Non un accenno a possibili dismissioni, sulla Sardegna grava da sempre oltre il 60 per cento delle servitù militari, e neanche alle richieste presentate a suo tempo dalla Sardegna alla conferenza nazionale: ad esempio un calcolo esatto di quanto è stato finora il mancato sviluppo nei territori recintati e off limits. Niente, nulla, sul futuro, perché quando ha parlato di indennizzi è stato per ricordare che in quindici giorni ha sbloccato quelli destinati ai pescatori del Sulcis, per poi aggiungere: «Dobbiamo lavorare ancora e lavoriamo al meglio per individuare quali possano essere i risarcimenti che spettano alla Sardegna in base alle leggi e agli accordi». Per il Governo è quindi tutto ancora molto incerto, ha bisogno di altro tempo per studiare e il tavolo con la Regione di fatto neanche è stato aperto. Però prima di ripartire un’altra cosa importante il ministro l’ha detta: «Con il nuovo decreto Competitività le bonifiche si faranno e chi dice il contrario sbaglia». Con sorriso finale, ricambiato dal presentat arm dell’immancabile picchetto d’onore. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google