La Nuova Sardegna

Anche a Norbello va in scena la protesta

di Elia Sanna
Anche a Norbello va in scena la protesta

I 14 rifugiati del Gambia e della Nigeria chiedevano di andare via, poi hanno deciso di restare

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NORBELLO. Non sono arrivati alla pesanti contrapposizioni con la polizia come è avvenuto a Sadali, ma hanno contestato vivacemente contro la Prefettura e il Ministero per quella sistemazione improvvisa ed imprevista decisa contro il loro volere.

Dopo la prima giornata di incertezza ieri sera la situazione si è normalizzata all'interno del campeggio “Nuragheruiu” di Norbello. È proprio nel centro dell'Alto Oristanese che sono stati destinati 14 dei quaranta migranti partiti lunedì scorso da Napoli. C'è voluta la diplomazia e l'intervento del vice prefetto vicario, Paola Dessì, per far desistere i migranti e convincerli ad accettare la sistemazione che in ogni caso dovrebbe essere provvisoria. I neo “rifugiati” sono originari del Gambia e della Nigeria e hanno ottenuto la documentazione dopo aver ultimato le procedure previste dal protocollo. «Quando ci hanno imbarcato non sapevamo di essere diretti in Sardegna – ha spiegato uno dei migranti – ci avevano detto che avremmo raggiunto il nord Italia, ma così non è stato. Abbiamo i documenti di soggiorno e i passaporti, quindi siamo in regola. Non abbiamo assolutamente nulla contro quest'isola e i sardi, le nostre rimostranze sono tutte per il Ministero». Per una intera giornata, quella del loro arrivo, e per la gran parte di ieri, i migranti hanno tentato di lasciare Norbello ed hanno chiesto di poter parlare con un rappresentante della Prefettura. L'intervento del vice prefetto, come detto, ha semplificato la situazione ed evitato ulteriori prese di posizione degli ospiti. Determinante è stata anche al diplomazia degli altri africani, una trentina, ospiti nella struttura turistica di Norbello da diverse settimane. Ieri sera la situazione era tornata alla normalità tanto che i nuovi arrivati hanno facilmente socializzato sia con i loro connazionali che con i responsabili del campeggio, gestito dalla società Janas. «Ora è decisamente tutto tranquillo – hanno spiegato il capo di Gabinetto della Prefettura, Giorgio Collu - ma devo dire che la situazione è stata sempre sotto controllo. Attualmente nell’Oristanese si trovano circa 150 profughi, distribuiti tra Cabras, Samugheo, Palmas Arborea e appunto Norbello.

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