La Nuova Sardegna

San Raffaele, scoppia la polemica Regione: gli accordi li rispettiamo

di Luca Rojch

Scontro politico dopo la richiesta della Qatar foundation di firmare l’accordo entro il 29 agosto Cappellacci: giunta assente. Lai: nessuna lobby. Arru: tutto secondo la norma. Scanu: nessun ostacolo

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OLBIA. L’ultimo miglio come una passeggiata infernale. Il destino del San Raffaele è di sofferenza. Un martirio fatto di procedure alla moviola e bombardamento della politica. La strada, che doveva essere rettilinea e in discesa, si complica, si avvelena. Le osservazioni del supermanager della Qatar foundation endowment Lucio Rispo diventano come terreno fertile per la polemica politica.

Rispo ha raccontato come l'ultimo chilometro per arrivare alla rinascita del San Raffaele sia diventato sempre più complicato. La burocrazia e la lentezza siano come macigni in mezzo al percorso. E Qf ha messo una data ultima. Il 29 agosto. Il giorno in cui Regione e Qf si dovrebbero trovare davanti al tavolo per mettere l’ultima firma, quella sulla convenzione. Via libera a 1.2 miliardi di investimento per aprire il centro di riabilitazione e l'ospedale di eccellenza alle porte di Olbia. Rispo con tutta la capacità di mediazione che è nelle sue corde fa capire che ci sono ancora due ostacoli a rallentare la trattativa. Ma non dice mai quali siano. Anche dalla Regione evitano di spiegare quale sia il nodo. Nelle parole del manager non c'è una guerra nei confronti della Regione, al contrario, solo la preoccupazione che l'investimento possa sfumare.

Le ragioni della Regione. L’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru non sembra gradire troppo l’appello della Qf e risponde con indispettita puntigliosità. «Le dichiarazioni di Rispo sono assolutamente inattese – dice Arru –. L’ultimo incontro fra le parti al tavolo bilaterale si è tenuto il 18 agosto, due giorni fa. Queste parole obbligano la Regione a precisare che quella in corso con la Qatar Foundation è una procedura negoziata disciplinata dalle leggi. La Regione ha sempre manifestato interesse nella realizzazione del programma di investimento intrapreso dalla Qf. Ha sempre rispettato gli accordi sottoscritti, date comprese, e ha sempre confermato di volerli onorare in futuro. Le richieste ultimative non aiutano il buon esito delle trattative, sinora condotte con serietà ed impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti».

Scanu il tessitore. Ago, filo e diplomazia. Il grande tessitore è il deputato Pd Gian Piero Scanu. È lui che cerca di fare la trama. Di evitare strappi e cucire il grande accordo tra Regione e Qf. Appena un passo fuori dai riflettori, ma dentro il cuore del nodo San Raffaele. Le sue parole sono di conciliazione. «Quello che ha detto l’assessore Arru mi fa estremo piacere – dice Scanu –. La Regione segue la legge ed è prontissima. Questo lo sapevo e non avevo dubbi. Perfetto, significa che tutto è pronto e l’accordo con Qf si potrà firmare molto prima del 29 agosto». E ancora. «Rispo non ha dato nessun ultimatum. Al contrario davanti al lungo iter della burocrazia in Italia chiunque avrebbe perso la pazienza. Lui è rimasto sereno. E non si deve confondere la sua sensibilità e la grande passione che Rispo ha per questo progetto con un ultimatum. Fa male l’assessore Arru a utilizzare questo termine. Nelle parole di Rispo c’è la normale preoccupazione di tutti i sardi che hanno a cuore il futuro del San Raffaele. Ma so che la giunta e il presidente Pigliaru non hanno bisogno di queste mie sollecitazioni. So quanto il governatore ha fatto per portare a termine questo progetto. Lui per primo ha capito la portata di un progetto che prevede investimenti miliardari nell’isola. E non per creare ciminiere, ma centri di conoscenza, di ricerca. Migliaia di posti di lavoro».

L’attacco dell’opposizione. L'ex governatore Ugo Cappellacci punta il dito contro l'attuale maggioranza e qualsiasi rallentamento per il sì al San Raffaele. «La Giunta non ha fatto passi in più rispetto a quanto avevamo già fatto noi – accusa – . Non vorremmo che il trascorrere del tempo ringalluzzisse quel bene individuato o ben individuabile fronte trasversale della conservazione che ha sempre remato contro questo progetto. Dopo i tentativi per via politica ora potrebbe puntare a farlo morire di burocrazia. Il 29 agosto è molto vicino e la Sardegna non può permettersi di perdere un investimento così importante per via di una condotta pressapochista e titubante. Se chi segue questa partita si è concesso il lusso di andare in vacanza torni subito all’opera e non si presenti in ritardo a un appuntamento cruciale per il futuro della nostra terra». Ma Cappellacci rischia la figuraccia, forse non sapeva che Pigliaru era ricoverato in ospedale per un’infezione. In serata su Twitter rimedia con un: “Auguri di pronta guarigione al presidente Pigliaru”.

La replica di Lai. Ma a rispondere ci pensa il senatore Pd Silvio Lai. «La Regione ha fatto tutti i passi per chiudere l'accordo sul San Raffaele – afferma Lai –, se serve un ulteriore impegno sono sicuro che saprà dare le risposte adeguate. Ma Rispo renda noti gli ostacoli cui fa riferimento». Poi l’affondo su Cappellacci. «Le sue sono frasi sconclusionate e senza senso con riferimenti ad un “fantomatico fronte della conservazione” o ad una ipotetica frangia ideologizzata del centro sinistra. Fantasie pure citate a caso da chi per cinque anni ha avuto la possibilità di fare qualcosa per la Sardegna e invece ha brillato solo per immobilismo. Ora sembra avere crisi di astinenza da Presidenza e cerca una visibilità quasi quotidiana intervenendo in maniera offensiva o sconclusionata. La Regione ha fatto tutto quel che doveva fare per portare a termine l'accordo con Qf. Le parole di Rispo confermano che la Regione ha compiuto tutti i passi che dovevano essere compiuti».

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