La Nuova Sardegna

Da Arbatax a Bosa, una lunga scia di sangue

Da Arbatax a Bosa, una lunga scia di sangue

I precedenti. Anche nell’isola sono tanti i casi in cui i dissapori familiari sfociano nel dramma

25 agosto 2014
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SASSARI. Nel 1993 a Santa Teresa Giorgio Gostner, un 38enne di Bolzano, in un raptus di folla uccisi i figli Diego, 5 anni, e Amanda, di due. La moglie brasiliana, da cui era separato, riuscì a rifugiarsi in una villetta vicina. Dal residence in cui avvenne la strage - fu ferito a morte anche il compagno di caccia Giovanni Antonio Cossu, di 68 anni - il commerciante altoatesino andò su una scogliera e si sparò un colpo in bocca, ponendo fine alla sua esistenza. Nove anni dopo ad Arbatax un altro padre, dopo aver ucciso le sue due bambine, scelse di farla finita. Protagonista un insegnante di una scuola superiore, Luigi Locci, 47 anni, che accoltellò le figlie Carlotta e Daniela, 9 e 7 anni. All’origine di questa tragedia, come anche di quella di Santa Teresa, l’incapacità di accettare la fine della storia con la madre delle sue bambine.

A Sassari nel 2004 Ferdinando Pinna, 44 anni, uccise a coltellate con tre fendenti al collo la moglie russa Elena Topoleva, 54 anni, e con lo stesso coltello a serramanico di fabbricazione moscovita si tolse la vita. Un altro dramma dettato dalla gelosia a Cagliari nel 2006. Una coppia di fidanzati, Marco Locci e Marilena Pizzadili, precipitarono con l’auto nella scarpata di Capo Sant’Elia. All’inizio si pensò a una tragica fatalità, ma poi venne fuori che dietro quella sciagura non si nascondeva una disgrazia, ma un omicidio-suicidio. Locci aveva fatto scivolare l’auto sulla scogliera perché voleva punire con la morte il tradimento della fidanzata e porre così fine all’angoscia.

Nello stesso anno a Villaputzu Emanuele Mulas, 38 anni, dopo una decina di coltellate inferte alla moglie, Loredana Mattana, 36, rivolse il coltello contro sé stesso e si tagliò la gola. Nel 2007, ancora a Cagliari, un bidello in pensione di 87 anni, Egidio Lampis, ferito nel profondo dalla prematura scomparsa di uno dei suoi figli, strangolò la moglie invalida, Elena Pitzalis, 86 anni, e poi si impiccò. Nel 2009 a Bosa Sergio Mastinu, ex commerciante di 75 anni, non voleva perdere sua moglie, Pina Sotgiu, 71, gravemente ammalata. Allora prima uccise la donna con due stilettate alla testa e, poi credendola morta, si lanciò dalla finestra. Lui morì sul colpo, mentre la moglie cessò di vivere qualche tempo dopo.

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