Fucile puntato su un amico per un complimento a Sara
OLIENA. Gli amici non hanno parole. Si guardano negli occhi sgomenti, cercano senza trovarli i motivi di una tragedia che ha sconvolto tutta la comunità. C’era qualcuno che sapeva che tra Sandro e...
OLIENA. Gli amici non hanno parole. Si guardano negli occhi sgomenti, cercano senza trovarli i motivi di una tragedia che ha sconvolto tutta la comunità. C’era qualcuno che sapeva che tra Sandro e Sara la situazione non era idilliaca come i due volevano far sembrare all’esterno. Gli amici sapevano che ogni tanto c’era qualcosa che mandava in cortocircuito la coppia. Bastava un bicchiere di troppo e l’amore si trasformava in un incubo, ma solo tra le mura domestiche. Attraverso le quali qualcosa era filtrato. E infatti Sandro l’aveva scritto chiaramente su Facebook, cercando di fugare i dubbi su una crisi di coppia. Così come non aveva esitato, qualche tempo fa, a imbracciare il fucile e presentarsi in un bar della periferia per affrontare un compaesano, tra l’altro pare un suo amico, che aveva fatto un apprezzamento nei confronti della sua Sara. Era geloso Sandro e aveva occhi solo per la donna che aveva sposato 11 anni fa e che gli aveva regalato quel bambino che adorava.
Mascherava le sue debolezze e le sue angosce dietro quel sorriso infinito, che ha ingannato tutti. Fino all’ultimo.
Sandro era diventato ancora più “famoso” a Oliena quando aveva partecipato al Grande Fratello in salsa barbaricina. «Sono entrato nella casa, perché mi avevano detto che c’era tanta bella gnocca», aveva detto con un forzato accento romagnolo e il solito sorriso stampato sul volto, Sandro il cacciatore, spiegando alla telecamera il perché del suo ingresso nella casa-ovile fotocopia del programma tv organizzato a Oliena nel periodo di Carnevale. Sandro Mula era stato certamente uno dei personaggi più popolari nell’improvvisata abitazione di corso Vittorio Emanuele, luogo di ritrovo e di risate per tutto il paese, animando il carnevale.
I compagni di quella esperienza, gli amici del «Vet» (una sigla dal significato ancora adesso incomprensibile ma che nella cittadina del Nuorese tutti conoscono bene e alla quale molti guardano con ammirazione) oggi ricordano la simpatica iniziativa come fosse allora. Ora nessuno degli esuberanti amici del «Vet» ha voglia di parlare. Ma il silenzio è più pesante di qualsiasi parola. Le immagini dei loro racconti passano davanti a chi li ascolta ed è come se prendessero vita. Le risate di quell’impresa goliardica sembrano le stesse di alcuni mesi fa. E invece nascondono la malinconia e la sofferenza interiore di chi ha perso due amici cari. Quei ricordi, che riaffiorano e che rimarranno per sempre indelebili, nascono piuttosto dalla volontà di non cancellare istanti e attimi meravigliosi. Esperienze straordinarie e uniche. Rapporti profondi e veri.
«Vet», più che una semplice comitiva spensierata ed avventuriera, è un po’ una filosofia di vita per i giovani che ne fanno parte. Un motto esistenziale, ispirato da valori e sentimenti alti e nobili. Come il sentimento dell’amicizia, quella vera, con la A maiuscola, sincera e leale. Fatta di relazioni indissolubili, siglate dalla schiettezza e dal rispetto di chi non sa prendersi troppo sul serio.
Un gruppo di amici che porterà per sempre nel loro cuore un’esperienza indimenticabile. Che non faranno processi a Sandro e a Sara, ma per loro piangeranno calde lacrime. Senza chiedersi neppure perché è successo: non avrebbe senso. È meglio lasciare che il tempo lenisca il dolore. (plp )
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