La Nuova Sardegna

Docenti universitari divisi sul caso Dore

di Giovanni Bua
Docenti universitari divisi sul caso Dore

Il medico, indagato nell’inchiesta Alzheimer, relatore ad Alghero. Agnetti: di cosa si ha paura? La Lorettu ricorda Schettino

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SASSARI. C’è chi parla di Schettino-bis, dopo aver letto tra i relatori del convegno algherese di sabato 6 settembre su nevrosi e demenze Giuseppe Dore e Marinella D’Onofrio, entrambi indagati nell’ambito della famosa inchiesta Alzheimer che nel 2012 portò all’arresto di 12 persone. C’è chi si indigna per la presenza dell’università turritana tra i partecipanti (il professore della clinica Neurologica Gian Pietro Sechi modererà la tavola rotonda che seguirà il seminario). E chi difende la libertà di espressione, concessa anche «ai cultori di predizioni apocalittiche e fratellanze interstellari». Chi racconta a mezza bocca di un feroce regolamento di conti in atto tra “Agnettiani” e “Rosatiani” all’interno della neurologia sassarese. E chi “googlando” la scuola superiore di studi universitari e di ricerca Santa Rita, che tutto organizza, scopre che il direttore del suo dipartimento di Medicina integrata (e moderatore del convegno di sabato) è reo confesso di truffa aggravata ai danni della Sapienza e il suo presidente è stato condannato a 8 mesi (e “indultato”) per appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione.

C’è questo e tanto altro dentro la bufera scoppiata dopo l’apparizione nel sito dell’università di Sassari del programma del seminario estivo “Dalla psiconanalisi delle nevrosi alla psicosomatica delle demenze”, che si terrà sabato mattina al centro culturale del convento di San Francesco ad Alghero. Bufera per nulla placata dalla dura presa di posizione del rettore Mastino. Che tuona: «Prendiamo le distanze da un’iniziativa alla quale partecipano come relatori due medici imputati dalla magistratura». A far scaldare gli animi per un’iniziativa con cui l’università sassarese nulla ha a che fare (e a cui partecipano docenti dell’università di Siena, della Sapienza e di Tor Vergata) una segnalazione galeotta. Partita dalla mail del direttore della clinica neurologica dell’Aou Virgilio Agnetti e fatta rimbalzare a tutti i docenti dalla redazione web, pare con non poco fastidio della Procura, e poi rimossa.

«La mia – spiega il neurologo – era una segnalazione. Che rifarei e che faccio spesso in caso di seminari, convegni, dibattiti. Non vedo il problema nè luogo migliore di un contesto pubblico per discutere di medicina e terapie, convenzionali o meno che siano. Giuste o sbagliate. Chi vuole andare vada, chi ha qualcosa da dire o contestare lo faccia. Chiaramente questo non prefigura nessuna presenza ufficiale dell’università. E lo stesso Gian Pietro Sechi modererà una tavola rotonda successiva al seminario sul degnissimo tema del rapporto tra mente e corpo. Non vedo di cosa si abbia paura». Di diverso avviso la professoressa Liliana Lorettu, direttore della clinica psichiatrica: «Come segretario sardo della società italiana di Psichiatria, in concerto con la società italiana di psichiatria forense, la sezione regionale della società italiana di psichiatria di consultazione, e a nome di tutto lo staff della clinica psichiatrica, sento il dovere di prendere una ferma distanza da tale iniziativa. Ciò anche alla luce di precedenti esperienze occorse in altri atenei, vedi l’invito di Schettino alla Sapienza e il conseguente discredito, e al fine di spazzare via qualsiasi dubbio di connivenza e apologia. In altre sedi altre posizioni verranno prese al fine di tutelare i metodi scientifici della psichiatria e garantire l’accesso alle cure senza contaminazioni ideologiche e di metodologie non scientifiche».

Metodologie di cui Dore e D’Onofrio discuteranno sabato. Pochi giorni prima dell’arrivo della super perizia di Giacomo Koch sui presunti danni causati ai pazienti dalla neuroanalisi, il metodo-Dore. Che a detta del medico di Ittiri potrebbe eliminare le demenze senza farmaci. E, per chi lo accusa, sarebbe solo l’ennesima gigantesca truffa.

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