Bene strade e sanità, ma servirà di più per superare la crisi
Porcu (Cna): siamo delusi, risicate le risorse per investimenti Lippi (Confapi): sburocratizzare per favorire le imprese
CAGLIARI. La Sardegna si gioca tutto sulla crescita. Registrata l’entrata nella deflazione, in senso tecnico, con il calo dei prezzi che corrisponde al crollo della produzione e dei profitti, (e quindi del lavoro), si cercano nuove strade. Il decreto «Sblocca Italia» può dare una mano ma sicuramente non basta per dare quella scossa all’economia sarda.
Artigiani. Francesco Porcu, segretario della Cna sarda spiega: «Rispetto alle attese, la partita nazionale è deludente. Negli ultimi anni si è parlato della semplificazione e gli interventi annunciati non sono stati portati a compimento, ma quello che è più grave è che le risorse a disposizione per gli investimenti sono risicate». Dunque, il rischio è quello di un impatto modesto sul sistema che non è in grado di mettere in calendario grandi opere infrastrutturali. «L’aspetto più interessante», afferma il segretario della confederazione artigiana sarda, «mi sembra quello delle deroghe per il San Raffaele. E sul piano economico, in Sardegna, è sicuramente importante anche la riprogrammazione del Fondo competitività e lo stanziamento dei primi trenta milioni di euro per l’edilizia scolastica. Su questo punto, però, l’Unità di crisi è chiamata a verificare le procedure per rendere operativi i cantieri».
Strade. Dalla recessione più grave si può uscire solo con gli investimenti pubblici che, però, richiedono tempi di attuazione molto lunghi. Di certo è che il decreto Sblocca Italia farà arrivare nell'isola 224 milioni di euro in più per strade e infrastrutture. Risorse che, insieme ai 400 milioni previsti nell'accordo di Programma quadro consentiranno di completare il quadro degli interventi infrastrutturali. L’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, ha spiegato che saranno sistemati i punti critici della 131 nord con 143 milioni e con la realizzazione della Sassari-Alghero con 81 milioni.
Burocrazia. «La prima cosa utile per l’impresa è sburocratizzare», spiega Francesco Lippi, vicepresidente della Confapi nazionale, «molti segnali fanno ritenere che l’inefficienza, l’inefficacia e l’inutilità che c’è stata ad esempio nell’uso dei fondi strutturali possa estendersi all’intero sistema degli investimenti pubblici». Un esempio: il solo fatto di non bandire in questo anno le opere che verranno aggiudicate in Sardegna nel 2015 comporterà la perdita di 500 milioni di euro di finanziamenti.
Garanzie. Le novità maggiori per le imprese verranno dalla garanzia dello Stato sui prestiti alle Piccole e medie imprese. Nel decreto Sblocca Italia, infatti, è stato previsto il potenziamento della Cassa Depositi prestiti. Lo scopo è quello di indirizzare direttamente le risorse della Cassa al sistema produttivo (e non nella raccolta) mentre oggi le aziende vengono finanziate con una parte della raccolta attraverso il sistema bancario.
Agroalimentare. Nel decreto del governo ci sono misure specifiche per il Made in Italy e per l’agroalimentare: è previsto un logo unico per le produzione agricole al fine di favorirne le esportazioni e durante l’Expo 2015 a Milano.
Casa. Padroni a casa propria: lo slogan lanciato dal governo Berlusconi è stato ripreso. Non sarà più necessario chiedere l’autorizzazione al comune per lavori di ristrutturazione. Ma la misura, importante per i cittadini, ha scarse ripercussioni sul sistema economico.
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