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La Corte dei conti accusa: ci sono troppi dati lacunosi

La Corte dei conti accusa: ci sono troppi dati lacunosi

Per alcune partecipate della Regione non si conosce l’assessorato di riferimento Nel 2012 forti aumenti della spesa per il personale in Sardegna It, Sfirs e Saremar

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CAGLIARI. La banca dati delle partecipazioni regionali si presenta lacunosa, in alcuni casi confusa. All'appello mancano dati su trasferimenti finanziari, risultati di esercizio, spese sostenute, organi di amministrazione e controllo. A metterlo nero su bianco è la sezione di controllo della Corte dei conti, che anche quest'anno ha passato al setaccio le 35 società partecipate della Regione. Un'analisi dettagliata da cui sono emerse non poche criticità.

Trasferimenti finanziari. Addirittura gli importi dei trasferimenti finanziari non sempre coincidono con quelli comunicati dall'assessorato al Bilancio alla Sezione di controllo. Questo perché le varie società possono ricevere risorse anche da altri assessorati diversi da quello responsabile dell'attività di indirizzo e controllo, che si trova così «nella paradossale condizione – scrive la sezione di controllo della Corte dei conti, con magistrato relatore Valeria Motzo – di non conoscere i dati complessivi riferiti agli organismi da esso stesso controllati». Una trasmissione di dati caotica che va a contrastare con quel principio di trasparenza che tutte le istituzioni devono fare proprio.

I casi Bastogi e Brioschi. E, invece, capita che di alcune partecipate non solo non si dispone di alcun dato, ma non è stato nemmeno individuato l'assessorato di riferimento. È il caso della Bastogi Spa e della Brioschi Spa. «Per queste società perdura l'assoluta mancanza di informazioni riguardanti l'attività societaria e la totale assenza di un'attività di controllo e di indirizzo da parte della Regione – denuncia la Corte –. Uno stato di incertezza che deve essere necessariamente superato anche alla luce delle ingenti risorse finanziarie che annualmente sono trasferite dal bilancio regionale al comparto delle partecipazioni».

Il personale. Per quanto riguarda il reclutamento di personale, seppur limitatamente agli organismi in house, le società partecipate hanno l'obbligo non solo di conformarsi ai principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità previsti per la pubblica amministrazione, ma anche a tetti di spesa, il cui superamento comporta pesanti misure sanzionatorie. Ed è così che tra il 2011 e il 2012 la spesa per il personale si è ridotta di due milioni di euro: da 180 a 178. Una riduzione che, però, non ha contagiato tutte le società. Anzi. La Sardegna It Spa ha registrato un aumento di 600mila euro, l'Igea di 800mila, la Sfirs di 250mila, la Saremar di 500mila. «Questa condotta non può che essere valutata negativamente», scrive la Corte.

Assunzioni e sponsorizzazioni. Ad aumentare, nel 2012, anche le assunzioni a tempo determinato, da 49 a 92, e le consulenze, pari a oltre 3 milioni e mezzo di euro. Bocciate anche le spese di rappresentanza, che, per quanto siano diminuite rispetto al 2011, risultano ancora molto elevate, superando gli 8 milioni di euro. Alcune società come Sogeaal, Sogaer e Saremar hanno incrementato le spese le sponsorizzazioni.

La composizione. Per quanto concerne la composizione degli organi di amministrazione e di controllo diversi consigli di amministrazione risultano composti da più di tre persone, contravvenendo alle delibere del 2012 con cui la stessa Regione aveva posto dei paletti al numero dei componenti nell'ottica di una politica di razionalizzazione della spesa pubblica. Nel complesso l'amministrazione delle società regionali nel 2012 ha avuto un costo di quasi 2 milioni e 600mila euro, oltre 100mila in più dell'anno precedente, mentre l'attività di controllo ha comportato un costo complessivo di un milione e 76mila euro. (al.pi.)

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