La Nuova Sardegna

Tecnocasic: «Il 2012? Un annus horribilis»

di Felice Testa
Tecnocasic: «Il 2012? Un annus horribilis»

L’ad Serci spiega i motivi che hanno spinto l’azienda cagliaritana in fondo alla classifica nazionale

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CAGLIARI. Le società, comprese quelle partecipate, sono un po’ come le squadre di calcio. Giudicare un campionato da una partita storta non rende loro giustizia. La Tecnocasic di Cagliari, nello studio della task force di Carlo Cottarelli, figura tra le peggiori performance nazionali. L’amministratore unico dell’azienda controllata dal Cacip, Oscar Serci, parte da una frase del commissario straordinario alla spending review per chiarire la situazione societaria. «Gradirei – dice Serci – che su questo argomento si prendesse nella giusta considerazione quanto dichiarato da Cottarelli e inserito nei documenti inviati al governo quale studio sulle società partecipate. Il commissario straordinario scrive: “Occorre, naturalmente, interpretare questi indici con attenzione, perché il risultato di un singolo anno può essere influenzato da eventi straordinari”. Da un singolo indice, non si possono trarre conclusioni definitive sulla efficienza delle partecipate. Si tratta comunque di un utile punto di partenza per ulteriori analisi».

L’anno nero. Il singolo anno in questione è il 2012, l’annus horribilis della società. «Partendo da questo presupposto – prosegue Serci – la Tecnocasic spa, uscita dalla liquidazione nel 2009 e trasformata in Spa, ha chiuso sempre i propri periodi amministrativi in utile, ad eccezione dell'esercizio 2012, in cui un insieme di fattori concomitanti, unitamente ai noti problemi strutturali, hanno determinato una perdita di 4milioni 638.503 euro. Perdita coperta interamente dagli utili precedenti della stessa società, senza nessun contributo dei consorziati.

Le cause. Il risultato negativo è stato la conseguenza di diversi fattori. Per prima cosa – elenca l’amministratore della Tecnocasic – il consistente calo del fatturato correlato alla generale riduzione del volume dei rifiuti trattati, a cominciare dai rifiuti speciali che sono venuti meno a seguito della legge nazionale che obbligava a dare gli pneumatici solo al consorzio nazionale Ecopneus. A gennaio 2012, inoltre, l'impianto di compostaggio ha dovuto sopportare l'improvviso effetto economico negativo per i gravi danni prodotti da un incendio (per autocombustione) i cui oneri, per circa un milione 400mila euro, sono gravati sulla società perché non coperti da risarcimento assicurativo. A questo va aggiunta l'improvvisa rottura dei due vecchi forni del 1995, ormai obsoleti, che hanno comportato straordinari interventi di manutenzione fuori programma.

Il calo dei rifiuti. In quello stesso anno – aggiunge – la piattaforma di trattamento chimico-fisico subisce una notevole flessione dei conferimenti dei rifiuti solidi pari al 32, 84 %, determinata dalla riduzione dei conferimenti comunali dei residui della pulizia meccanizzata delle strade a seguito della decisione della Regione di conferire i rifiuti dello spazzamento stradale esclusivamente presso la discarica di Villacidro, la Villaservice. La società ha, poi, sopportato consistenti oneri di gestione per lo smaltimento dei rifiuti, per aver convogliato alla discarica di Villacidro migliaia e migliaia di tonnellate alla tariffa di 121,84 euro contro la tariffa applicata dal Tecnocasic all'utenza pari a 96,71 euro.

La lite con Abbanoa. Sempre nel 2012 la società non avendo ancora ottenuto l'autorizzazione regionale per la discarica di servizio ha conferito alla discarica di Ecoserdiana per un costo di 8 milioni 135.422,53 euro, senza contare – sottolinea – che in quell’anno permangono gli effetti negativi del contenzioso con Abbanoa i cui debiti verso il Tecnocasic sono di 12 milioni e 500mila euro, che prudentemente l'amministratore nel rispetto delle norme di legge apprezza sul bilancio del 50%. È bene tener presente , inoltre, che sono anche iscritti in bilancio crediti per 39 milioni 162.860 euro. Sulla base di questi dati – conclude Serci – e dall'analisi del bilancio nel suo complesso risulta il totale equilibrio della situazione finanziaria della società in quanto al 31 dicembre 2012, l'ammontare complessivo dei crediti al netto degli accantonamenti prudenziali, effettuati nel bilancio, risulta molto superiore a tutti i debiti della stessa società. Pertanto appare inequivocabile che non sia una società da liquidare o da dismettere semmai il contrario. È bene tener presente che si tratta di una società che svolge il suo servizio di pubblica utilità nel migliore dei modi e nel totale rispetto delle norme vigenti. E una società sana, pulita con professionalità qualificate».

Il parco di Molentargius. Sul versante delle partecipate virtuose, ai primi posti in Italia, esprime massima soddisfazione il presidente del Consorzio del Parco di Molentargius, Mauro Contini: «Sono dati che conoscevamo – dichiara – e ci fa piacere che lo studio del commissario straordinario Carlo Cottarelli ce ne dia atto e testimoni la virtuosità dell'ente che presiedo. È appena il caso di ribadire che il sottoscritto, come tutti i membri del consiglio direttivo e dell'assemblea, non percepisce alcuna indennità per svolgere il ruolo di presidente dell'ente parco e che questo atteggiamento parsimonioso nella pubblica amministrazione è trasferito e applicato nell'attività quotidiana».

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