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Camusso (Cgil): sindacato sempre attuale

Camusso (Cgil): sindacato sempre attuale

La segretaria nazionale è critica con Renzi: «Dire che diamo fastidio è un segnale di debolezza»

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BUGGERRU. Nella sala convegni dell’ex Centrale elettrica, un esempio ben riuscito di recupero del patrimonio architettonico delle strutture industriali, si parla di una regione, la Sardegna, che paga scelte sbagliate, spreco di risorse, mancanza di prospettive per il futuro.

Un futuro che il sindaco di Buggerru, Silvano Farris, intravede in un turismo compatibile, sfruttando quello che spiega « è il più grande patrimonio che abbiamo: la nostra memoria storica e le testimonianze materiali del lavoro di miniera». Di come questo patrimonio sia stato in gran parte dilapidato parla il sociologo Gianfranco Bottazzi, sottolineando che il patrimonio lasciato dalle miniere non è stato solo materiale: «Avevamo, a Cagliari, la miglior scuola di Ingegneria mineraria del mondo. Abbiamo ragionato così: non ci sono più le miniere, chiudiamo anche la scuola di Ingegneria, come se non ci fossero altre miniere al mondo. Un patrimonio tecnologico e di conoscenza formidabile è andato perduto. Non possiamo pensare di creare sviluppo esportando solo pecorino o facendo solo turismo. Non basta, dobbiamo esportare conoscenza».

Modera l’incontro il giornalista Giacomo Mameli che tiene il filo del dibattito su quello che è stato il tema di tutta la prima giornata delle commemorazioni: le strategie per creare lavoro, fermare l’emorragia dello spopolamento e l’emigrazione dei giovani, costretti a cercare occupazione all’estero. Accennando, infine, al ruolo del sindacato, al quale dice Mameli, rivolgendosi a Susanna Camusso, il premier Renzi non risparmia attacchi e dimostrazione di insofferenza quotidiani. «Dire che il sindacato dà fastidio – risponde il segretario della Cgil – dimostra debolezza, vuol dire ripetere i modelli di questi anni. Negare la contrattazione significa negare una cittadinanza piena. Difendere i propri diritti – prosegue Susanna Camusso – significa l’esercizio del conflitto. Chi nega il conflitto, nega che ci siano interessi diversi».(f.t.)

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