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Il “Premio Navicella” a Donà dalle Rose

Il “Premio Navicella” a Donà dalle Rose

Domani la cerimonia al Teatro Ceroli di Porto Rotondo Tra i premiati anche Luca Pani e Giovanni Campus

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PORTO ROTONDO. Domani alle 19,30 al Teatro Ceroli si svolgerà le cerimonia di premiazione del “Navicella Sardegna 2014".

Tra i sette premiati, stando ad alcune indiscrezioni, anche il conte Luigi Donà dalle Rose, fondatore di Porto Rotondo, Luca Pani, direttore generale dell’Agenzia unica del Farmaco (Aifa) e l’artista sardo, ma da tempo residente a Milano, Giovanni Campus.

La manifestazione, nata con lo scopo di promuovere la Sardegna e la sua cultura nel mondo, riserva un riconoscimento a coloro di nascita o di adozione che nell'arte, nello sport, nello spettacolo, nella scienza, nella ricerca, nella comunicazione, nell'imprenditoria e nelle istituzioni hanno contribuito a portare l'isola all'attenzione nazionale ed internazionale, favorendo con il loro impegno a valorizzare il patrimonio di civiltà, di cultura e di tradizioni, come elemento distintivo dell'identità sarda.

In epoca nuragica gli antichi popoli della Sardegna utilizzavano, quale simbolo votivo, un manufatto raffigurante una navicella. Usanza che rappresenta ancora oggi testimonianza della memoria dei sardi. In tempi a noi più vicini, quando i nostri corregionali, spinti dalla necessità di cercare altrove lavoro e sicurezza economica per se stessi e per le loro famiglie, lasciarono l'isola a bordo di piroscafi e navi, unici mezzi allora disponibili per i collegamenti con la penisola, i nostri emigranti si portavano dietro un bagaglio dove la speranza del futuro si associava alla tristezza per il distacco dalla propria terra.

Il loro legame con la Sardegna non si è mai sciolto, uniti come sono da un filo invisibile capace di resistere sempre, e comunque, alle distanze ed al tempo.

La navicella in argento, realizzata appositamente per l'occasione da un abile artigiano orafo sardo, è stata scelta quale simbolo della rassegna e premio per quelle persone che con il loro impegno contribuiscono a valorizzare nel mondo il patrimonio di civiltà, di cultura, di intelletto e di tradizioni che i sardi sanno esprimere.

Una singolarità della storia dei sardi è la scarsa propensione per la vita marinara, anche se in epoche remote i Shardana navigarono in lungo ed in largo nel Mediterraneo occidentale, indicato nella cartografia nautica del tempo come "Mare dei Sardi".

Questa tradizione navale, testimoniata anche attraverso le navicelle votive nuragiche, fu interrotta con la fuga dei sardi verso l'interno per i costanti assalti di altri popoli: dal mare sono arrivati i Fenici, i Cartaginesi, i Romani, gli Arabi, i Bizantini, gli Spagnoli.

La Sardegna ha assimilato e rielaborato le più diverse influenze, le ha integrate nella propria cultura, ma non ha mai permesso che il suo animo profondo e appassionato, il suo carattere forte e generoso ne fossero toccati e mutati.

Oggi la Sardegna, con i suoi 1.800 chilometri di costa, per la sua posizione geografica e per la sua storia, ha visto crescere l'importanza del suo mare, non più un muro d'acqua ma importante fattore di sviluppo economico e di benessere.

Un mare ritenuto fra i più belli al mondo per le sue infinite trasparenze ed i suoi stupefacenti colori.

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