La Nuova Sardegna

Bombe a Capo Frasca, la battaglia ora si fa con le fotografie

di Luca Rojch
Bombe a Capo Frasca, la battaglia ora si fa con le fotografie

Gli uomini dell’aeronautica ripuliscono la zona e documentano ogni passo con le riprese, da contrapporre agli scatti del deputato Mauro Pili con pezzi bellici di grandi dimensioni

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CAPO FRASCA. Scopa e paletta. L’Aeronautica piega le maniche della camicia e si mette a ripulire il poligono. Operai e ruspe sono rimasti a lavoro per tutta la mattina, sotto la supervisione dei carabinieri e di un fotografo che ha documentato il recupero degli inerti. Perché in fondo i militari sperano di portare via insieme ai resti di missili e bombe bruniti dalle fiamme anche le polemiche che infiammano la politica. Le servitù diventano giorno dopo giorno un peso sempre meno sopportabile. Le foto del deputato di Unidos Mauro Pili, che mostrano i resti delle esercitazioni tra la vegetazione cancellata dall’incendio, diventano un atto di accusa. Agli occhi di chi non ha dimestichezza con missili sganciati dagli aerei, bombe e razzi ripresi dal parlamentare sembrano veri, verissimi.

Ma l’Aeronautica ribadisce: «Sono solo dispositivi inerti da esercitazione utilizzati durante le missioni addestrative e non ancora recuperati». In altre parole missili finti. Pieni di nulla. E sempre l’Aeronautica sostiene che sono stati lasciati là proprio per dimostrare a tutti che nel poligono non ci sono resti di ordigni inesplosi, a cui non ci si potrebbe neanche avvicinare, ma tutto viene fatto in piena sicurezza alla luce del sole. Pili non sembra troppo convinto dalla versione ufficiale e annuncia che presenterà un esposto alla Procura. Il deputato porta avanti la battaglia e ignora chi lo accusa di non avere avuto da presidente della Regione lo stesso spirito guerriero nei confronti delle servitù militari.

Anche la Regione va alla guerra. Il governatore Francesco Pigliaru ha avuto da subito parole di fuoco contro le esercitazioni a Capo Frasca. Convocato per domani un Consiglio straordinario, proprio su quello che è accaduto nel poligono. E sullo sfondo c’è la battaglia sul rinnovo delle servitù militari. La Regione non vuole più concedere fette importanti della Sardegna all’esercito. L’altissima tensione è esplosa con l’incidente di Capo Frasca, le esercitazioni degli aerei da guerra tedeschi hanno provocato un incendio che ha cancellato 30 ettari di territorio, che l’esercito derubrica a sterpaglie.

Ora il terreno di scontro si sposta sul rischio inquinamento. L’aeronautica dice di avere portato avanti la pulizia per la rimozione dei dispositivi inerti da esercitazione all'interno del poligono di Capo Frasca davanti ai carabinieri. E in questa guerra fatta anche di propaganda ha fotografato i momenti delle bonifica. «Da come si può evincere dalle foto - ribadisce l'Aeronautica - il materiale ritrovato e recuperato è inerte e sarà venduto come materiale ferroso. Le foto e le riprese video postate sul web dal deputato Mauro Pili, raffigurano dispositivi inerti da esercitazione utilizzati durante le missioni addestrative».

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