La Nuova Sardegna

«Qui la crisi è minore e le tariffe hanno tenuto»

Parla Agostino Cicalò, presidente della Camera di commercio di Nuoro: «La bellezza del mare ci serve per attirare visitatori, l’interno per consolidare»

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Se Atene piange, Sparta almeno una risatina se la fa. La citazione al contrario è azzardata, ma può rendere l’idea del confronto tra gli operatori turistici che nell’estate in via di conclusione hanno gridato al dramma, quelli delle coste, e chi nell’interno ha invece visto prosperare i propri affari. E si è preso anche una piccola rivincita. «Non abbiamo ancora dati precisi – dice Agostino Cicalò, presidente della Camera di commercio di Nuoro – ma sono confermati i numeri rispetto allo scorso anno. Al contrario delle coste, dove si è lavorato solo ad agosto, qui c’è stata una presenza costante. Inoltre qui ha tenuto la tariffazione, mentre al mare molti operatori hanno dovuto rivedere i propri prezzi per poter stare sul mercato e attirare turisti. All’interno, forse perché le tariffe sono meno care e subiscono meno l’effetto della stagionalità, in proporzione è andata decisamente meglio».

Quali sono i motivi secondo lei?

«Il primo è che la composizione della clientela è decisamente orientata sugli stranieri. Sono più curiosi, hanno una tipologia di vacanza diversa rispetto agli italiani. Intanto hanno acquistato in anticipo, prenotando già nei mesi invernali. Gli italiani invece stanno andando sempre più sul last minute e sul low cost».

Qual è la percentuale di stranieri nell’interno?

Ad agosto ha superato il 40 per cento, in linea con il dato medio della Sardegna che però è fortemente influenzato dalla Gallura».

Cosa cercano i turisti nell’interno e cosa manca nell’offerta?

«Il punto di maggior carenza è nei servizi. I turisti dell'interno, soprattutto gli stranieri, sono abituati a cercarli in giro per conto loro, ma in realtà dovremmo offrirglieli noi. Il centro Sardegna sta diventando un punto di transito turistico importante, una tappa a Nuoro, Oliena o Fonni la fanno in tanti. La vera scommessa è riuscire a creare un circuito. Non ci possiamo aspettare soggiorni di una settimana, e del resto non siamo neppure attrezzati, però una tappa di due, tre notti sta diventando sempre più frequente».

Che carte si possono giocare?

«Penso ai beni culturali e archeologici, all’enogastronomia. La leva più importante è l'identità: abbiamo un mare splendido, ma in giro per il mondo ci sono concorrenti potentissimi. La Sardegna dell'interno è unica. Non voglio dire retoricamente che è la più bella del mondo, ma qui vieni a vedere qualcosa che non vedi da altre parti. È questo il grande valore. Il mare ci serve ad attirare, l'interno a consolidare. Sul mare abbiamo perso molti punti in questi anni, sarà difficile mantenere le posizioni, salvo dimostrare che abbiamo qualcosa di diverso da vendere. Ci sono paesi come Dorgali che offrono in modo mirabile mare e montagna, Oliena che vanta tante presenze: possono essere buoni esempi per ripartire». (p.me.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Meteo

L’isola nella morsa del caldo africano: scatta l’allerta regionale – Ecco da quando

Le nostre iniziative