La Nuova Sardegna

In fuga dalle spiagge fra nuraghi e musei

di Enrico Gaviano
In fuga dalle spiagge fra nuraghi e musei

La straordinaria offerta culturale dei siti dell’Alta Gallura

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TEMPIO. Il vento o il tempo incerto, ma anche la curiosità, la voglia di cultura o semplicemente l’interesse enogastronomico. I turisti in vacanza in Gallura, molti stranieri, molti della penisola, spesso lasciano le spiagge rinomate della costa per dedicare una o più giornate all’interno, in un viaggio culturale che riserva piacevoli sorprese. Fra nuraghi, musei, natura incontaminata, l’offerta è davvero straordinaria.

Un viaggio che può iniziare a Sant’Antonio di Gallura, nel suo centro storico con la bella chiesa in granito che domina la piazza centrale del paese. Per proseguire giù verso la diga del Liscia e quindi a Luras, dove a farla da padrone è il Museo Galluras diretto da Pier Giacomo Pala. All’interno, in uno dei musei più visitati del territorio, oltre 5000 reperti che regalano un immaginario viaggio a ritroso nel tempo. Nella casa, la più antica del paese, fa da guida da 18 anni Mario Depperu, prodigo di particolari. A cominciare da quelli della Femmina agabbadora, che troneggia nella stanza da letto dell’abitazione, con in mano il martello in quercia che serviva a dare la morte, eutanasia casereccia, ai malati terminali.

A Luras c’è da visitare anche lo spazio dominato dagli olivastri millenari e ancora i dolmen.

Il viaggio lontano dal mare prosegue a Calangianus, con la visita alla tomba dei giganti e al museo del sughero, in cui si può apprendere tutto sul prezioso materiale che tiene ancora su l’economia di un intero territorio.

C’è la possibilità di fare una puntata allontanandosi di qualche chilometro sino a Luogosanto, la città santa del territorio, dove in questi giorni si celebra la Festa di Nostra signora, Regina della Gallura

Quindi è la volta di Aggius, che regala intanto la natura incontaminata della Valle della Luna, ma anche due musei di assoluto spessore culturale: quello sul banditismo e il Meoc, altro museo etnografico che offre straordinari reperti di usi e costumi ormai patrimonio della storia.

Il viaggio, ovviamente punteggiato da visite a cantine e agriturismi per piacevoli soste enogastronomiche, si conclude inevitabilmente a Tempio dove i visitatori sono subito conquistati dal meraviglioso centro storico tutto in granito. Fra i siti più visitati dell’alta Gallura, c’è il nuraghe Majori, come sottolineano le ragazze che lavorano all’accoglienza e si occupano delle visite guidate. E’ uno dei 22 siti nuragici del comune tempiese, l’unico visitabile. Al suo interno anche una colonia di piccoli pipistrelli, che lì vivono da aprile a ottobre. Da secoli innocui e sorprendenti guardiani del nuraghe.

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