«La notte che arrivò l’inverno» Da Bulgakov libro illustrato e disco

CAGLIARI. Nelle notti firmate Marina Café Noir, lo spazio dedicato alle produzioni sarde accoglie e presenta – domani alle 22, al Giardino sotto le mura – il progetto multimediale “La Notte che...

CAGLIARI. Nelle notti firmate Marina Café Noir, lo spazio dedicato alle produzioni sarde accoglie e presenta – domani alle 22, al Giardino sotto le mura – il progetto multimediale “La Notte che arrivò l'inverno”, libro illustrato, più disco, più reading, firmato da Francesco Frongia e i Musica ex Machina e ispirato al Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Presentato al Salone del libro di Torino a giugno, il progetto esordisce in Sardegna con una performance durante la quale il quartetto composto da Guido Coraddu,Francesco Bachis, Mauro Sanna e Simone Sedda si esibirà dal vivo, mentre Francesco Frongia disegnerà, improvvisando sui canovacci, nove racconti e altrettante tracce musicali, sviluppate dall'intreccio del romanzo secondo un meccanismo narrativo mutuato dal fumetto fantasy di Moebius/Jodorowsky. Il testo originale, ritradotto per l'occasione da Nella Giacomelli, è stato utilizzato come un caleidoscopio di storie, singoli episodi dai presupposti ignoti e nei quali è lasciato al lettore il compito di immaginare l'esito finale.

Il volume, edito da Kleiner Flug, spazia attraverso i registri narrativi come attraverso il jazz seguendo le tracce di Woland, il diavolo di Bulgakov. «Abbiamo estrapolato micro storie, destrutturato il romanzo, i personaggi si muovono in contesti nuovi, mantenendo fermo il testo base. Durante lo spettacolo è come se si ricomponessero le storie», ha raccontato Guido Coraddu. Nel disco la partecipazione straordinaria di Daniele Sepe che, innamorato del progetto, si è proposto per una collaborazione e suona il sax in alcuni brani del cd. «Ho usato tutti gli stili grafici disegnando direttamente a china per cui Woland ad esempio non ha mai la stessa faccia, perché non volevo congelare i personaggi in una fisionomia – ha spiegato Francesco Frongia – Il testo è l'ancora ma nello specifico dello spettacolo l'illustrazione diventa una striscia digitale lunga un metro e mezzo»”. Le strutture musicali nascono ugualmente dalle suggestioni del libro per cui «Il volo notturno di Margherita nella sua nuova natura di demone che guarda con nostalgia la sua vecchia natura di essere umano nella musica alterna il basso ritmico con il tema del piano sognante – ha raccontato Guido Coraddu – La storia dell’uomo che entra in una casa sconosciuta e apre tutte le porte finché scappa rubando un oggetto qualunque è diventata un sogno che inizia e finisce come una tarantella; quella del poeta sconvolto al mattino, non si sa perché, è diventato un brano di jazz cubano, come capita al musicista che, a fine serata, smette di suonare la macarena per far ballare la gente e finalmente suona quello che piace a lui».

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