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Capo Frasca, nuovi “sì” al corteo Botta e risposta M5S-Governo

Capo Frasca, nuovi “sì” al corteo Botta e risposta M5S-Governo

ARBUS. Continua a salire il numero dei sì alla manifestazione regionale. Il sit in è in programma domani dalle 16.40 davanti all’ingresso del poligono di Capo Frasca. Oltre ai gruppi del Pd, Irs e...

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ARBUS. Continua a salire il numero dei sì alla manifestazione regionale. Il sit in è in programma domani dalle 16.40 davanti all’ingresso del poligono di Capo Frasca. Oltre ai gruppi del Pd, Irs e Sel in Consiglio e ai principali movimenti indipendentisti (compreso Meris di Doddore Meloni), alla «Manifestada natzionale contra a s’ocupatzione militare», saranno presenti gli esponenti dei Rossomori Emilio Usula e Paolo Zedda. E anche M5S, con una delegazione - ha annunciato il senatore cagliaritano Roberto Cotti - di 12 parlamentari.

Ieri dell’incendio scoppiato nel poligono di Capo Frasca il 4 settembre scorso durante un’esercitazione, che ha distrutto 32 ettari di macchia mediterranea, si è parlato in commissione Difesa alla Camera. Dove la deputata di M5S Emanuela Corda aveva presentato un’interrogazione urgente. In una nota diffusa sempre ieri l’aeronautica ha ribadito la propria versione dell’accaduto. E sentito la necessità di «precisare la cronologia degli eventi», dopo «recenti dichiarazioni a mezzo stampa che hanno rattristato il personale del Reparto sperimentale di standardizzazione al tiro aereo di Decimomannu», da cui dipende Capo Frasca. «Il personale del Corpo forestale», sottolineano i militari, «durante tutta la durata dell’evento, è stato sempre affiancato e supportato da nostri uomini che sono poi intervenuti con propri mezzi, anche di fortuna, come ad esempio frasche recuperate sul posto, per spegnere piccoli focolai residui che rischiavano di alimentare nuovamente l’incendio. Successivamente è intervenuto il personale dell’aeronautica militare per l’antincendi proveniente dalla base di Decimomannu per la valutazione delle aree e del rischio di nuovi focolai». Quanto alle deflagrazioni sentite, si ribadisce che «sono da attribuire al fatto che le fiamme hanno attivato le modeste cariche fumogene, necessarie per identificare il punto d’impatto al suolo, contenute in alcuni dispositivi inerti da esercitazione già presenti sul terreno a seguito di precedenti sganci». Nella nota si assicura infine che «tutto il personale presente ha operato a distanza di sicurezza».

La deputata di M5S Corda riferisce quindi la risposta data dalla Difesa alla sua interrogazione: «L’incendio ha interessato vegetazione bassa e secca in un’area circoscritta del poligono, senza causare danni a persone o cose e non c’è stata alcuna esplosione». «Appare opportuno segnalare», si legge nella replica resa pubblica dalla deputata, «che non vi sono evidenze, nel passato, di eventi tali da richiedere l’intervento di personale e/o mezzi esterni, se non nei casi d’incendi innescati esternamente al sedime del poligono e, quindi, non dipendenti da attività addestrative».

Ma per Emanuela Corda «le esercitazioni dell'aviazione tedesca hanno provocato roghi e la conseguente distruzione di vegetazione: tutto mentre la Forestale ha dovuto ovviare all'emergenza con un solo mezzo, peraltro sprovvisto di sistemi di estinzione». «I soccorsi, dunque, sono stati effettuati da un singolo elicottero: impossibile evitare il peggio», conclude l’esponente di Cinque Stelle.

Il ministero ora dovrà riferire anche in aula, sempre alla Camera, in risposta all’interpellanza urgente di un ampio gruppo di deputati del Pd. Prima firmataria è l’oristanese Caterina Pes, che segnala il crescente malcontento dei sardi rispetto all’entità delle servitù militari e sollecita iniziative per evitare nuovi incidenti nei poligoni simili a quello de 4 settembre scorso.

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