Partite armi per la resistenza curda
«Le armi per il Kurdistan sono partite: in questo momento ci sono questioni burocratiche a Baghdad, è un tema che deve essere risolto, le armi sono a Baghdad». Lo ha affermato ieri Roberta Pinotti,...
«Le armi per il Kurdistan sono partite: in questo momento ci sono questioni burocratiche a Baghdad, è un tema che deve essere risolto, le armi sono a Baghdad». Lo ha affermato ieri Roberta Pinotti, ministro della Difesa, parlando delle armi inviate dall'Italia alla resistenza curda in Iraq. «Il decreto è stato fatto, c'è stato un passaggio in Consiglio dei ministri», ha ricordato, a margine di un dibattito alla Festa dell'Unità di Firenze. A proposito delle armi inviate, Pinotti ha spiegato che «le condizioni le hanno visionate i militari, di cui mi fido, sono un ministro e non un tecnico delle armi», ritenendo comunque che si tratti di «armi funzionanti». Le armi di cui ha parlato il ministro non dovrebbero però essere quelle del blindatissimo arsenale bellico che si trova nelle viscere granitiche dell’isola di Santo Stefano. Alla Maddalena sono certi che le armi siano ancora nell’arsenale. Potrebbe dunque trattarsi di artiglieria partita per l’Iraq da altri siti italiani.
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