Affari d’oro per baristi e pescatori
Tra di loro c’è anche chi spera che l’Aeronautica non lasci la base
CAPO FRASCA. Poligono aereo sì, poligono aereo no, la piccola borgata marina distante da Arbus 40 chilometri, con l'ingresso del presidio militare a 200 metri, ha vissuto ieri una giornata movimentata come solo nei quattro giorni dei festeggiamenti per Sant'Antonio, a fine giugno, accade. Ma stavolta non c'era il santo da venerare e festeggiare, c'era da manifestare per liberare il territorio dalla base di esercitazione dei jet militari dei paesi della Nato. In fin dei conti è stata una comunque una festa. Cinquemila persone, tutte assieme, nella piccola frazione di 100 anime e poco piu non si erano mai viste. Chiedere per conferma ai proprietari dei due bar-pizzeria della borgata, a quelli della rivendita di formaggi e insaccati di produzione propria, ai due pescatori di arselle e cozze che hanno aperto le loro bancarelle nella piazzetta centrale, davanti alla chiesetta del santo. Affari d'oro soprattutto per i bar tabacchi. Alle 18,30 le scorte di birre erano esaurite, stessa fine poco dopo per le bibite e i gelati. Finché non sono arrivati i rifornimenti da fuori. Impossibile fare una piccola intervista ai baristi e ai loro aiutanti, la ressa davanti al bancone e alla cassa è stata impossibile da superare. Parlano i proprietari della rivendita di formaggi, Simona ed Emanuele Dedoni, che non nascondono di essere più che favorevoli alla presenza del poligono militare. «Non disturba affatto – dicono –. Fossero molti di più sarebbe anche meglio. Comunque ben vengano giornate come queste». Di parere opposto il pescatore Luigi Atzeni: «Se ne devono andare. Limitano e vietano ogni attività nel territorio. Siamo in loro ostaggio e non danno niente alla nostra comunità. Via la base». La festa è andata avanti fino a tarda sera, soprattutto dopo che sono arrivate le scorte birra. Qualcuno ha anche alzato eccessivamente il gomito, ma senza creare problemi particolari. Poi il viaggio di ritorno verso casa, tantissimi nel centro e nord dell’isola, con le bandiere indipendentiste e gli striscioni anti servitù ripiegati. Tutti felici e contenti per la riuscita della manifestazione. Che probabilmente sarà ricordata a lungo nella storia della battaglia contro le servitù militari. E sarà ricordata soprattutto dai due bar di Sant'Antonio di Santadi. Che ha fatto il miracolo di riempire i registratori di cassa.
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