Cisl: no ai parametri ministeriali
Scuola: per il sindacato il dimensionamento impoverirebbe l’istruzione sarda
CAGLIARI. «Ipotizzare un dimensionamento per la scuola sarda secondo i parametri ministeriali farà correre all’isola il serio rischio di mettere in discussione l’anima democratica dell’istituzione scolastica, che deve potersi fondare ancora su una presenza diffusa e per la sua capacità di essere presidio di vita civile e di sviluppo in ogni comunità dell’isola». Lo sostiene Ignazio Ganga, della segreteria regionale della Cisl, che chiede un confronto alla giunta Pigliaru «per rilanciare una strategia capace di ridisegnare la scuola sarda alla luce delle esigenze reali della Sardegna alle prese con un pericolosissimo rischio educativo». Per la Cisl, perciò, fin dalla prossima legge finanziaria «si dovranno poter registrare nuove sensibilità utili per una scuola spesso mortificata sull’altare della spending review e declassata a centro di costo con il risultato drammatico dell’impoverimento dell’istituzione educativa». Secondo il sindacato «il Consiglio regionale dovrà emanare un provvedimento utile a restituire autorevolezza alla scuola sarda mettendola in condizione di operare positivamente per erodere la preoccupante emergenza educativa, che si manifesta nell’indice di dispersione scolastica pari al 25,5 per cento e nella costante diminuzione del numero di immatricolazioni nelle Università di Cagliari e Sassari. Serve all'isola una strategia capace di garantire il diritto allo studio a giovani e meno giovani e di ridisegnare la scuola secondo la specificità culturale, identitaria e geografica della Sardegna».
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