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Il sostegno della politica alla lotta

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Il consigliere Demontis: l’isola ha già dato. Soru: c’è una nuova coscienza

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CAPO FRASCA. Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale, partecipa a titolo personale alla manifestazione, «forte, tuttavia, – dice – delle decisioni che il Consiglio ha preso in merito alla riduzione della presenza militare, in piena sintonia con l’operato del presidente Pigliaru e con la risoluzione della Regione di costituirsi parte civile sul caso Quirra».

L’ex sindaco di Sassari è accanto all’ex presidente della Regione, Renato Soru che commenta il valore della manifestazione: «È importante questo livello di condivisione dei sardi. Non c’era mai stata una consapevolezza così forte sul fatto che le servitù non favoriscono lo sviluppo, ma sono un freno allo sviluppo. In questo momento è anche la prima volta che la politica di centrodestra prende atto che intorno alle basi non può esserci crescita ».

Pietro Cocco, capogruppo del Pd in consiglio regionale parla di «un momento molto importante di coesione del popolo sardo, in una fase in cui bisogna andare rapidamente alla smobilitazione dei poligoni».

È tempo di maggiore equità nel contributo delle regioni alla Difesa, secondo il consigliere regionale del Pd, Salvatore Demontis: «La Sardegna ha già dato e i sacrifici dei sardi vanno riequilibrati con le altre regioni italiane».

Contro un’economia di guerra, per un’economia di pace, si pronuncia il segretario regionale di Sel, Luca Pizzuto: «Non è condivisibile che la nostra terra venga venduta per esercitazioni militari. Non vogliamo che il nostro territorio sia teatro di esercitazioni belliche, neanche a salve. In questa direzione, è un atto importante che la Regione abbia deciso di costituirsi parte civile per Quirra».

Il deputato di Unidos, Mauro Pili, ha due speranze: «Una nel popolo sardo e l’altra nella magistratura. Questa è la manifestazione dell’unità del popolo sardo. Non c’è da dialogare con lo stato, c’è solo da far rispettare le leggi. Non si tratta di trovare le percentuali di riduzione delle servitù militari. C’è o non c’è l’inquinamento ? Si sono verificate distruzioni di siti archeologici? A Teulada è all’opera il reparto antinucleare. Se esiste un pericolo di questo genere, perché i nostri militari della Brigata Sassari, sono stati mandati a lavorare dentro il poligono senza protezione? In questi mesi, noi di Unidos abbiamo compiuto azioni di rottura sulle servitù militari. Denunciato quello che non era mai stato denunciato. Quando la gente vede le immagini che abbiamo filmato si indigna». (f.t.)

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