La Nuova Sardegna

Eli e Brian: ieri il sì in un’Alghero magica

di Paoletta Farina

Erano in duemila i curiosi intervenuti per vedere gli ospiti Sfilata dei vip davanti al Duomo. La festa alla Sella & Mosca

4 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. Duemila persone accalcate vicino alla Cattedrale di Santa Maria, decine di giornalisti e fotografi, un tifo da stadio all’ingresso e all’uscita degli sposi. Brian Perri, 46 anni, ed Elisabetta Canalis, 36 appena compiuti, hanno detto finalmente sì, ieri pomeriggio, in una splendida giornata di settembre. A non perdersi il matrimonio dell’anno, oltre ai vip nella lista degli invitati come l’attesissima Belen Rodriguez con il marito Stefano De Martino, Maddalena Corvaglia, il patron di Diesel Renzo Rosso, lo stilista Roberto Cavalli, c’erano non solo tantissimi algheresi e sassaresi, ma anche turisti e molti stranieri. E l’immagine sorridente di Eli e Brian con la fede al dito è stato il regalo più bello per quanti hanno sfidato il caldo e la fatica di ore di attesa. Applausi e complimenti alla sposa: «Sei bellissima». Un pubblico caloroso a cui Eli ha dedicato in serata un tweet: «Alghero grazie per questo sogno». E anche la città ringrazia per questo momento di notorietà internazionale. «Grazie a te Elisabetta per avere scelto Alghero», le ha risposto a nome di tutti il sindaco Mario Bruno.

L’attesa. Mamme con il pupo nel passeggino, ragazze e ragazzi con zaini in spalla, anziane signore in cappello hanno preso posto sgomitando dentro il percorso transennato in via Principe Umberto, l’antica Carrer del Bisbe, già dopo mezzogiorno. Tutti armati di smartphone, tutti a ripassare le notizie e fare commenti, a chiedersi quando Eli, in abito bianco, sarebbe apparsa. Sole cocente, ma nessuno, presa la postazione, si è schiodato. Quando arrivano i primi invitati il tempo sembra accorciarsi. Eleganti signore in abito lungo, predomina il rosso, una Belen mozzafiato in bluette fa gridare la folla. Nel frattempo il corpo di polizia municipale, guidato dal comandante Guido Calzia, tiene sotto stretto controllo la zona insieme con agenti della polizia e carabinieri e persino il rinforzo della guardie ecozoofile. Auto off limits, chiusa la via Cavour dove dal palazzo al numero civico 19 sarebbe uscita Elisabetta, transennate le vie vicine poco dopo le due del pomeriggio, i passanti hanno comunque trovato vie di sbocco nonostante la blindatura. E fin quasi alle 19 nella zona è stato un girotondo di curiosi. Chi non voleva fermarsi ha comunque dato un’occhiata intorno. Poi il caso limite: un giovane si è nascosto in un cespuglio alla Sella&Mosca, sede del ricevimento, ma è stato sorpreso ed espulso dalla sorveglianza.

L’arrivo degli sposi. Era previsto per le 16,30, ma soltanto alle 17 passate ecco arrivare i corteo nuziale. Ritardo rispettato. Nella prima auto la madre di Elisabetta, Bruna Arru, e i genitori dello sposo. Nella seconda Brian, abito scuro e fiore all’occhiello, con i testimoni (uno dei suoi fratelli e Luigi Canalis, il fratello di Elisabetta mentre la sposa ha scelto due care amiche). Per lui battimani e molti favorevoli commenti femminili: «È un bel ragazzo». Poi, finalmente ecco lei, la sposa, ed è un’ovazione. Possono ammirarla tutti, nessuna schermatura, è bellissima nell’abito di seta di stile classico che ha scelto con lo stilista abruzzese Alessandro Angelozzi. Un velo le copre il viso, una mantella bianca nasconde il parte l’abito nuziale. Elisabetta si rivolge a quella folla assiepata che batte le mani, dalle transenne si sporgono per cercare di toccarla, lei sorride e ringrazia e si avvia verso la chiesa, al braccio del padre Giulio Cesare Canalis, in smoking.

La cerimonia nuziale. Dopo l’ingresso degli sposi il portone posteriore del Duomo si chiude. Portone che precedentemente era stato ripulito dalla polvere stratificata, tra qualche commento sarcastico dei presenti. «Ci vuole un matrimonio come questo per fare pulizia in città». Il sì di Brian ed Elisabetta è blindato come le strade attorno alla chiesa. In cattedrale non entrano estranei, solo gli invitati. Cento, centocinquanta, in fondo è una cerimonia intima, ci sono soprattutto parenti, settanta gli americani arrivati da Los Angeles . Don Angelo Cocco, che ha officiato il rito, nell’omelia augura «vita lunga, serena e ricca di tanto amore». Il parroco del Duomo è di Tresnuraghes, compaesano del papà di Elisabetta, «e sono felice di aver sposato questa coppia così innamorata». Ave Maria in sardo per gli sposi, co n la voce di Bianca Atzei e il coro Nuova EuphoniaAlle 18,30, finalmente, la chiesa si riapre ed ecco gli sposi, accolti da una pioggia di chicchi di riso e grano. E può sorridere la wedding planner Elisa Mocci, tutto è filato liscio.

Il ricevimento. La carovana di ospiti va via sulle auto nere dai vetri oscurati . Direzione le tenute Sella & Mosca. il menu è ricco: antipasto di finger food , primo di ravioli di pesce in salsa di gamberi, macarrones de busa con cinghiale, e poi filetto alla Wellington con pomodorini scottati, pesce in crosta di sale, verdure in salsa bernaise, annaffiate da Tobato brut, Cuvèe 161, Marchese di Villamarina 2008, Anghelu Ruju e Monteluce . Torta della pasticceria Rau e musica e balli fino all’alba nel parco.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative