La Nuova Sardegna

Gelo sui riassetti nella base di Teulada

di Pier Giorgio Pinna
Gelo sui riassetti nella base di Teulada

Il Comipa doveva essere riconvocato, lo scontro con la Difesa l’ha impedito. Ma si tratta per la ripresa generale del dialogo

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TEULADA. Il match Regione-Difesa fa slittare incontri già programmati. Primo fra tutti, l’appuntamento del Comitato paritetico sui riassetti nella base di Teulada. Alta la posta in gioco. Da un lato, 20 milioni di fondi per costruire due villaggi per le esercitazioni: uno in stile arabo e l’altro d’impronta balcanica. Dall’altro lato, le valutazioni politiche sulla conferma che il poligono non sarà dismesso ma verrà anzi destinato ad altri progetti bellici. Si parla di sofisticatissimi war games. Non solo a breve, con la ripresa delle manovre d’addestramento dal prossimo lunedì 22 settembre, quindi. Più lungo termine si pianifica addirittura un mini-centro per esercitazioni con laser a armi simulate, in ambienti iper tecnologizzati, con metodologie informatiche avveniristiche.

Tappe e attese. La riunione del Comipa avrebbe dovuto svolgersi già da qualche giorno. Ma è poi slittata, senza che sia stata mai ipotizzata un’altra data. Tutto per via del muro contro muro nato dopo la mancata firma in giugno della convenzione sulle servitù militari da parte del governatore, poi rafforzatosi con l’incendio d’inizio settembre a Capo Frasca causato dai raid dei Tornado tedeschi, lo stop richiesto dal consiglio regionale e la manifestazione di sabato scorso davanti a questo stesso poligono.

Procedure. Dunque non si sa quando, e se, si ridiscuterà più dei riassetti di Teulada. È invece sicuro che, con discrezione e in silenzio, le segreterie del capo della giunta regionale e del ministero della Difesa stanno tentando di ricucire, riannodando i fili di un dialogo oggi più che sfilacciato. Ieri - come si sapeva dalla scorsa settimana - è stato impossibile un faccia a faccia a Cagliari tra il governatore Francesco Pigliaru e il sottosegretario Domenico Rossi. Per i prossimi giorni si sta comunque cercando di delineare un nuovo incontro. Non solo con il sottosegretario, ma anche con il ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

Difficoltà. Al centro del pre-negoziato, proprio le condizioni per la ripresa del confronto istituzionale. Un percorso complicato e comunque reso ancora più costellato di ostacoli da diversi elementi. Come, per esempio, la conferma da parte della Difesa del riavvio delle manovre d’addestramento in tutti e tre principali i poligoni sardi. O come il decreto fatto dal ministero per evitare la dismissione della servitù abbondantemente scaduta a Guardia del Moro: ossia nello stesso tratto di costa sull’isola di Santo Stefano, nell’arcipelago della Maddalena, dove si trovano le armi e gli esplosivi da destinare ai curdi. Un decreto che con ogni probabilità vedrà l’opposizione della Regione (la giunta, nei giorni scorsi, ha deciso di costituirsi parte civile al processo per il disastro ambientale a Perdasdefogu che comincerà martedì a Lanusei).

I progetti. Ecco comunque qualche dettaglio in più sui riassetti ventilati per Teulada, già in fase di avanzata programmazione. Nel poligono dovrebbe sorgere un centro di addestramento (Ctc) con altri impianti diversi e più moderni degli attuali. Al di là di ogni considerazione sull’opportunità strategica e politica, sono interventi edilizi-infrastrutturali che prevedono la compatibilità con il Puc di Teulada e il Ppr, i piani idrogeologici e i vincoli legati alla presenza nella zona di animali e specie vegetali. Un tema delicato: non a caso nella relazione illustrativa del dossier, per ora corretto con le osservazioni della Difesa, si fa riferimento a come “mitigare” l’impatto sul territorio.

Linee operative. Difatti la costituzione di questo “polo di eccellenza per le esercitazioni” delinea la trasformazione di molti degli attuali edifici. Con l’abbattimento di parecchi fabbricati e la loro ricostruzione. Prefigurata, inoltre, l’introduzione di simulatori di duello “non nocivi”. E ambienti live per addestramenti multipli: combattimenti “a partiti contrapposti”, strumenti per l’impiego di laser attivi e passivi, effetti cinematici e di fuoco riprodotti dal sistema senza munizioni reali, eventuale coinvolgimento di entità virtuali. E poi campi di battaglia realizzati in modo tale da essere fedeli alla realtà in villaggi Mout, Military Operations in Urban Terrain. Con simulazioni animate e tenute sotto la diretta vigilanza per tutto il tempo delle operazioni da una regia unica, l’Exrcise Control.

I cambiamenti. Il Centro sarà ospitato in aree per la vestizione e la svestizione, infrastrutture fisse e postazioni comando. Il campo di battaglia verrà interamente cablato. Sul terreno, sagome a fuoco (uomo e carro) teleguidate e in grado di scomparire, stazioni di rilancio dei segnali d’interconnessione. I soldati impegnati in ciascun addestramento, suddivisi nella simulazione in due schieramenti nemici, potranno arrivare sino a 600. Così, in definitiva, a Teulada si profila un profondo mutamento di scenari.

Ma l’interruzione del dialogo con la Difesa, allo stato attuale, non consente di comprendere tanti aspetti. E, soprattutto, di capire se questa realtà descritta come virtuale comporterà invece danni all’ambiente e sostituirà (o integrerà?) i war games che riprenderanno lunedì.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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