La Nuova Sardegna

I bambini frequenteranno nei paesi vicini

I genitori dicono no alle pluriclassi Chiudono le elementari di Austis

NUORO. Porte sbarrate ieri alle scuole elementari di Austis. Non è una chiusura temporanea dovuta a disservizi organizzativi, ma la fine dell'istituto frequentato per decenni da tutti i bambini del...

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NUORO. Porte sbarrate ieri alle scuole elementari di Austis. Non è una chiusura temporanea dovuta a disservizi organizzativi, ma la fine dell'istituto frequentato per decenni da tutti i bambini del paese: per la prima volta non è stato raggiunto il numero di alunni necessario per formare le classi, che da qualche anno sono pluriclassi, riguardano cioè bambini di età diverse. Il motivo non è da ricercarsi nel calo delle nascite, pur vistoso in questo paese di montagna (3,5 il tasso di natalità a fronte di una media nazionale di 8,6), ma nel fatto che molti genitori hanno deciso che i propri figli non debbano frequentare più le pluriclassi, per paura di un livello di preparazione insufficiente, e li hanno iscritti negli istituti dei paesi vicini, in particolare Atzara, che dista dieci chilometri. Così non è stata raggiunta la soglia minima di 19 iscrizioni e anche i genitori "resistenti" di cinque bambini sono ora costretti a optare per i paesi vicini. Il paradosso è che ad Austis, poco meno di ottocento abitanti, resta aperta la scuola media, ma non ci sono più le scuole elementari. Per quest'anno, almeno, poi si vedrà.

Il sindaco Lucia Chessa, da sempre impegnata contro lo spopolamento delle zone interne, è amareggiata. «Rispetto la decisione dei genitori, ma mi chiedo che senso abbia continuare le battaglie contro il progressivo abbandono dei nostri paesi se poi sono gli stessi abitanti a contribuire alla chiusura di servizi essenziali quali l'istruzione. Ritengo che le pluriclassi avrebbero garantito livelli di preparazione del tutto identici alle classi normali». Tuttavia la chiusura della scuola elementare non è arrivata all'improvviso, ma è una morte annunciata dopo una serie di incontri a vuoto tra amministrazione comunale e delegazioni di genitori. Al suo secondo mandato, Chessa in questi anni ha cercato di incentivare le attività scolastiche integrative pescando fondi dal bilancio comunale proprio per garantire un miglior livello generale di istruzione. Esponente di punta del Pd provinciale (è stata candidata alle scorse elezioni regionali e ha ottenuto 1200 voti), Lucia Chessa nelle ultime settimane ha cercato di convincere i genitori dei bambini sull'importanza di frequentare le scuole nel proprio paese. «Il nostro è un centro montano, d'inverno le strade sono spesso ghiacciate anche quando non nevica, e raggiungere i centri vicini può essere complicato e difficoltoso. Inoltre i genitori dovranno provvedere da sé al trasporto dei bambini, perché l'amministrazione ovviamente non potrà utilizzare una scuolabus per un diritto, quello scolastico, potenzialmente disponibile in loco. Né dubito potrà farlo il vicino Comune di Atzara, dove molti bambini frequenteranno l'anno scolastico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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