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Igea, da mesi senza stipendio due lavoratori sulla torre

di Tamara Peddis
Igea, da mesi senza stipendio due lavoratori sulla torre

IGLESIAS. Troppi dubbi sul destino dell’Igea, poca chiarezza di informazioni durante l’assemblea che si è svolta ieri mattina a Campo Pisano sul futuro della società e nessuna certezza per gli...

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IGLESIAS. Troppi dubbi sul destino dell’Igea, poca chiarezza di informazioni durante l’assemblea che si è svolta ieri mattina a Campo Pisano sul futuro della società e nessuna certezza per gli stipendi arretrati. Per questi motivi, al termine dell’incontro, tra sindacati e lavoratori, un impiegato, esasperato e con una situazione familiare delicata, si è arrampicato su una torre di ferro, all’interno della miniera di Iglesias. «Se entro 12 ore non arriverà l’assessore regionale all’industria mi butto da qua su» ha scritto in un foglio prima di salire a 35 metri d’altezza dove è stato poi raggiunto da un altro collega. A deprimere i lavoratori non ci sono solo le mensilità arretrate, in particolare per chi vive con un solo reddito, ma soprattutto la preoccupazione di quello che sarà della società: continuerà ad occuparsi ancora di bonifiche? Ci sarà una riduzione del personale? Quanti esodi chiuderà? E proprio questi interrogativi preoccupano ancor più i sindacati che chiedono alla Regione una posizione certa e chiara. «Non si capisce cosa vogliono fare, non sappiamo nulla sul piano industriale che sta preparando il commissario liquidatore e per di più la Regione il 2 settembre ha deliberato che l’archivio minerario di Monteponi, Porto Flavia, la Grotta di Santa Barbara ad Iglesias e la Galleria Hanry di Buggerru dovranno essere gestiti dal Parco Geominierario della Sardegna, questi sono siti dell’Igea perché è stata fatta questa operazione?» dicono i rappresentanti sindacali. L’esponente dell’esecutivo, Maria Grazia Piras ieri ha diffuso una nota stampa per tranquillizzare i lavoratori affermando che nessuno vuole chiudere Igea, e che nei prossimi giorni con le organizzazioni sindacali saranno valutati i primi assetti organizzativi necessari per il rilancio delle attività. A fronte della convocazione per domani alle 16 negli uffici dell'Assessorato all'Industria i sindacati ieri a tarda sera cercavano di convincere i due lavoratori ad abbandonare l’azione estrema a 35 metri altezza. Questa mattina è prevista un’assemblea.

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