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La Regione: intervenga il governo I sindacati: pronti alla battaglia

La Regione: intervenga il governo I sindacati: pronti alla battaglia

OLBIA. Il comunicato di Meridiana sui licenziamenti è arrivato alle 18,55. Quello della Regione alle 19,23. Trentadue minuti dopo. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana è stato pronto a reagire. Ha...

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OLBIA. Il comunicato di Meridiana sui licenziamenti è arrivato alle 18,55. Quello della Regione alle 19,23. Trentadue minuti dopo. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana è stato pronto a reagire. Ha già contattato il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi e ha chiesto in modo ufficiale l’immediata convocazione di un tavolo istituzionale di crisi. «L’apertura della mobilità per i dipendenti di Meridiana è una decisione particolarmente grave che si inserisce in un contesto di profonda crisi economica e occupazionale della Regione – ha scritto Deiana – e dell’intero comparto del trasporto aereo nazionale. La Regione vuole affrontare con decisione questa emergenza per scongiurare l’ulteriore emorragia di posti di lavoro».

In prima linea anche il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. «Parteciperemo al tavolo di crisi sollecitato dalla Regione e speriamo che il Governo riesca a dare risposte concrete per questo territorio – ha detto –. Il consiglio comunale affronterà la questione da subito. Non possiamo perder tempo. Una buona fetta di queste mobilità, oltre 600 persone, è residente a Olbia».

I sindacati - avvisati dopo la stampa sulla decisione dei consigli di amministrazione di Meridiana fly e Meridiana Maintenance di far scattare la procedura per la messa in mobilità per 1.600 dipendenti - promettono battaglia. Anche se con dei distinguo.

«La Uiltrasporti - dicono il segretario regionale William Zonca e quella provinciale Elisabetta Manca - esprime forte preoccupazione per la formalizzazione della procedura di licenziamento. Abbiamo sempre ritenuto fondamentale tenere aperto il dialogo tra azienda, sindacati e istituzioni regionali, chiedendo più volte l'attivazione di un tavolo di crisi sia a livello regionale, sia a livello nazionale. Purtroppo, sterili scioperi e posizioni rigide hanno impedito di fatto un reale e costruttivo confronto per ricercare soluzioni volte alla tutela dell' occupazione dei dipendenti Meridiana. Ancor di più, oggi chiediamo un forte impegno da parte del presidente Pigliaru e del premier Renzi affinché venga convocato immediatamente il tavolo interministeriale. Meridiana è un fondamentale volano non solo dell'economia del nordest sardo, ma di tutta l'isola. La Sardegna non può permettersi di perdere ulteriori posti di lavoro e il nostro impegno sarà volto verso la difesa di quanti più posti di lavoro possibili».

«L’ad non si è smentito – dice Franco Monaco, segretario provinciale della Cgil – ma noi ricorreremo alla mobilitazione di tutti i lavoratori. Le istituzioni regionali e nazionali devono avere per Meridiana la stessa attenzione che hanno mostrato per Alitalia. Parliamo di oltre 1.600 buste paga. Noi chiedevamo la ristrutturazione della compagnia, non la chiusura, perché queste scelte portano alla non sopravvivenza».

La Cisl parla attraverso il segretario provinciale Mirko Idili. «Questo è l'epilogo che certifica la gestione fallimentare del management della compagnia ma anche della politica regionale su trasporto – dice Idili –. La Regione si è mostrata sorda rispetto all’allarme lanciato da tempo. La richiesta di un tavolo interministeriale, che noi avevamo richiesto prima dell’estate, sembra ormai tardiva. La risposta a un simile atteggiamento deve esser forte e necessariamente unitaria da parte di tutto il territorio e di tutte le forze».

Anche l’Usb punta il dito contro i vertici dell’azienda. «Questa notizia, anche nelle modalità pessime con cui ci viene comunicata, è l’accelerazione di un progetto di distruzione di un’azienda storica del trasporto aereo e del suo capitale umano e professionale. Di fronte a un scempio sociale di tali dimensioni ci chiediamo chi sia davvero da licenziare: 1500 persone, o i pochi individui che siedono nel cda. Utilizzeremo tutti gli strumenti in tutte le sedi possibili, all'interno di un conflitto che sarà il più duro vissuto dalla storica compagnia aerea dell’Isola». (g.pi.)

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