La Nuova Sardegna

Carte false per favorire le imprese

A giudizio con dieci capi d’imputazione il capo dell’area tecnica di Domusdemaria

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CAGLIARI. Carte false per dare via libera a interventi immobiliari illegali, poi ancora carte false al processo per salvarsi da una condanna. Persino una sanatoria low cost accordata a un’impresa immobiliare per evitare la demolizione di un abuso. Ora per il cagliaritano Gianluca Ambu (43 anni), responsabile dell’area tecnica del comune di Domusdemaria, è arrivata la resa dei conti: inchiodato da dieci capi d’imputazione, ieri il funzionario si è presentato davanti ai giudici del tribunale dove prima il pm Emanuele Secci e poi il responsabile del nucleo investigativo provinciale del Corpo Forestale Fabrizio Madeddu hanno confermato punto per punto le accuse. Una sfilza di accuse, che traggono origine da una sequenza di documenti falsificati a partire dal 2007 per aggiustare pratiche edilizie a favore di imprenditori e risolvere problemi tecnici in modo a dir poco arbitrario. Come se il capo dell’ufficio tecnico comunale non lavorasse al servizio pubblico ma per risolvere problemi ai privati.

Stando alle accuse Ambu era una specie di piccolo mago dello scanner, capace di creare dal nulla atti della Regione, modificare date, ricostruire bolli e carta intestata per far risultare quello che conveniva risultasse. Abitudine talmente radicata, sempre secondo la Procura, da indurlo a mettere insieme anche tre certificati firmati dal medico di famiglia ma nella realtà falsi per darsi ammalato al lavoro. In mezzo a questo guazzabuglio di furbate, gli uomini del Corpo Forestale hanno trovato nel suo computer personale una cartella riservata con immagini pedopornografiche: Ambu deve rispondere in tribunale anche di quello.

Ieri, con la testimonianza di Madeddu, è stata ricostruita la vicenda nei dettagli: l’investigatore della Forestale ha raccontato di aver fiutato l’imbroglio quando nel protocollo informatico del comune di Domusdemaria saltò fuori un documento firmato da Ambu per la revoca di una concessione edilizia. L’atto aveva l’aria di essere falso e infatti lo era. Da qui l’acquisizione di altri documenti e le verifiche a tutto campo, che misero in luce altre contraffazioni destinate a favorire ora un’impresa ora il titolare di un distributore di carburante. Fino alla decisione, assunta da Ambu, di infliggere soltanto una sanzione pecuniaria di un milione e 158 mila euro alla Sarda Gestioni Turistiche anzichè l’ordine di demolizione di un abuso, obbligatorio in base alla legge. Una sorta di libera interpretazione delle norme che la Procura gli contesta come abuso d’ufficio. Sono numerosi gli episodi che la Procura contesta al funzionario. Il capo d’imputazione parla di diversi falsi, contraffazione e soppressione di atti pubblici, abusi d’ufficio, truffa e possesso di materiale pedopornografico.

Ambu è difeso dagli avvocati Michele Schirò e Giuseppe Perria, che hanno controesaminato il testimone. Il processo andrà avanti il 3 ottobre con l’esame di altri forestali e del perito informatico nominato dalla Procura. (m.l)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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