Teulada, servono 3 anni per bonificare il poligono

I militari hanno presentato un piano di interventi nella penisola interdetta Tutto nasce dall’inchiesta della procura di Cagliari sulle esercitazioni

CAGLIARI. La penisola interdetta del poligono di Capo Teulada, un lembo di terra inaccessibile a causa della massiccia presenza di munizioni e ordigni sparati negli anni contro la costa e mai recuperati, sarà bonificata entro tre anni. È quanto emerge dal piano presentato dai vertici militari che, incalzati dall’inchiesta della procura della Repubblica di Cagliari, hanno elaborato per la pulizia e il ripristino della zona. Una scelta obbligata. A seguito degli accertamenti disposti nell’ambito dell’indagine per omicidio colposo - affidata al pubblico ministero Emanuele Secci - i vertici della struttura militare sono stati infatti costretti a presentare un piano per il recupero della porzione di poligono fino a oggi inaccessibile. Di recente sono così iniziate le operazioni per il rilevamento delle fonti di inquinamento, una fase che precede quella di caratterizzazione e bonifica vera e propria. Dal programma depositato all’autorità regionale per la tutela all’ambiente, è possibile dedurre che - se non ci sarà nessun intoppo burocratico - la penisola interdetta sarà recuperata entro tre anni.

Il poligono di capo Teulada è stato realizzato nel 1959: 7.200 ettari che rappresentano la seconda struttura in Italia per addestrare truppe sia italiane che straniere. L’aria a mare, interdetta alla pesca è di 62 chilometri quadrati e quando ci sono le esercitazioni l’accesso alle zone viene esteso per 1.300 chilometri quadrati. Di recente la procura di Cagliari ha avviato un’indagine nel tentativo di fare chiarezza su eventuali danni alla salute provocati dalle esercitazioni militari che si svolgono nella struttura. L’inchiesta trae origine dalla vicenda del caporal maggiore Manolo Pinna, morto nel 2009 per un tumore al cervello. Dopo il decesso di Pinna - che aveva prestato servizio proprio a Teulada dal 2001 al 2002 - era stato presentato un esposto.

Nelle scorse settimane il crono-programma per la bonifica della penisola del poligono, ora off limits, era stato al centro di un vertice a porte chiuse tenuto alla Procura di Cagliari. Vi avevano partecipato rappresentanti dei militari, delegati dell'Ispra (ricerca), dell'Arpas (protezione ambientale) e carabinieri del Noe. Posizioni a tratti antitetiche. Che, però, evidentemente hanno trovato un punto d’incontro. (al.pi.)

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