La Nuova Sardegna

“Il rosa e il nudo” in Australia Coda al festival di Melbourne

di Fabio Canessa
“Il rosa e il nudo” in Australia Coda al festival di Melbourne

La storia dell’olocausto omosessuale che ha raccolto premi e consensi nel mondo «Racconto attraverso un occhio “fotografico”, indifferente come la società»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Venezia, Seattle, Mumbai. Sono solo alcune delle tappe del lungo viaggio del film di Giovanni Coda “Il rosa nudo”. A più di un anno dalla prima proiezione il lavoro del regista cagliaritano continua ad attirare l'attenzione dei festival, a ricevere consensi, a vincere premi (l'ultimo il “For Peace Award” a Goteborg, in Svezia). Ora "Il rosa nudo" approda in Australia. È stato infatti inserito nella selezione ufficiale della XV edizione del Melbourne Underground Festival che si svolge in questi giorni. Il film di Coda, prendendo spunto dall'autobiografia “Moi, Pierre Seel, déporté homosexuel”, racconta in maniera evocativa l'Omocausto. Imprigionato nel campo di concentramento di Schirmeck perché omosessuale, Seel sopravvisse a questa esperienza terrificante, fatta di torture e umiliazioni. Nel 1982 è stato il primo a denunciare le terribili vicende che lo hanno accomunato a migliaia di altri omosessuali, vittime della follia nazista, marchiati come lui con un triangolo rosa.

Quando nasce l'idea del film?

«Il progetto nasce nel 2007 con un'operazione legata al teatro danza. Abbiamo portato avanti poi il discorso a livello fotografico e siamo dunque arrivati al cinema, penultima parte di questo progetto che si chiuderà l'anno prossimo con la pubblicazione in italiano del testo francese ».

Una storia sconosciuta in Italia. Come ha scoperto il libro?

«Il libro è stato scritto più di vent'anni fa e poi su questo argomento, la deportazione della comunità glbt, si sa poco. Ho trovato una parte del testo in Rete e mi ha subito affascinato la storia di questa persona che fino alla morte ha semplicemente chiesto gli venissero riconosciuti i diritti civili. Non ha mai smesso di soffrire, è morto nel 2005 a 85anni».

Dopo questo iniziale interesse come ha sviluppato la sceneggiatura?

«Il racconto si apre e si chiude con Peter Seel, ma all'interno c'è poi tutta la tragedia della carcerazione nazista: dalle donne polacche, agli ebrei, ai rom. C'è tutto un percorso, frutto della documentazione, per raccontare la devastazione all'interno di un sistema come quello del nazionalsocialismo».

La scelta stilistica è particolare. In pratica è un “film fotografico”?

«Prima del film abbiamo portato avanti una collezione fotografica. È da lì che poi è stata trasportata tutta la temperatura del colore, già messa a punto in quell'ambito. Il film non ha luci artificiali, solo quella naturale trovata negli stanzoni e all'aperto dove abbiamo girato».

Dove?

«Le parti interne in un ex cartiera di Quartu Sant'Elena. Quelle esterne le abbiamo girate invece al poligono di tiro di Siliqua».

Tutte senza movimenti di macchina.

«La scelta dei piani fissi è legata all'atteggiamento fotografico: tutto si svolge davanti a un occhio immobile che poi trasportato in metafora è anche l'occhio della società che non si è mai organizzata per risolvere quel problema. Nessuno ha fatto niente per evitare lo sterminio di sei milioni di ebrei. Persone mandate a morire sì dal nazismo, ma anche da una società indifferente».

Che tipo di lavoro ha fatto con gli interpreti?

«Un lavoro di suggestione. Spiegavo quello che poteva succedere nella sequenza, ma non conoscevano i testi. Non sapevano che testo sarebbe stato poi montato su quella scena. Son tutti attori teatrali, sono stati molto bravi».

Ha già in mente altri progetti per il futuro?

«Sì. “Il rosa nudo” è il primo lavoro di una trilogia sulla violenza. A ottobre inizieremo a girare un film che parla dei suicidi in età adolescenziale. Partiamo dalla storia vera di Jamey Rodemeyer, un ragazzo di Buffalo che dopo aver fatto coming out ha subito molti atti di bullismo e si è tolto la vita. Aveva14 anni. L'altro film a cui stiamo lavorando parla invece di femminicidio. Ci saranno variazioni cromatiche, di recitazione, ma l'impostazione sarà la stessa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Meteo

El Niño entra nella fase più acuta: evento molto forte in autunno, come cambierà il clima in Italia

Le nostre iniziative