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il caso

Spariscono pubblico in aula e commenti su Facebook

NUORO. Fino alla scorsa udienza, prima della pausa estiva, affollavano il fondo dell’aula riservata alla corte d’assise. Mormoravano spesso e volentieri, mugugnavano al passaggio di qualche presenza...

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NUORO. Fino alla scorsa udienza, prima della pausa estiva, affollavano il fondo dell’aula riservata alla corte d’assise. Mormoravano spesso e volentieri, mugugnavano al passaggio di qualche presenza o testimone sgradito, e in almeno un caso – che tutt’ora è materia di un’inchiesta della Procura di Nuoro – dal pubblico si era levato persino il grido “Bugiarda” rivolto a un teste che in quel momento stava deponendo. Se fino all’ultima udienza, insomma, il processo per la morte di Dina Dore, si era svolto con folto e animato contorno di pubblico gavoese, ieri mattina, per la prima volta, il pubblico è sparito di botto. In fondo all’aula c’erano solo i parenti più stretti dell’imputato e della vittima e gli ultimi tre testimoni che poi non sono stati sentiti perché la difesa ha rinunciato alla loro audizione.

I bene informati, a Gavoi, dicono che la svolta del Dna, la consulenza genetica commissionata dalla difesa di Rocca, la scoperta della compatibilità con il Dna dei Lai, e l’annuncio di nuovi prelievi di materiale biologico, in paese abbiano scatenato vecchie paure e nuovi timori. E almeno una piccola fetta di gavoesi non gradisca essere sottoposto a quel tipo di esame. Si tratta solo di supposizioni, anche se figlie di una strana coincidenza. E in ogni caso, la perizia disposta dalla corte d’assise, così come ha chiesto la difesa, prevede il solo nuovo prelievo nei confronti di Antonio Lai. Ma non è escluso che l’accusa voglia disporre nuovi prelievi per restringere il cerchio dei consanguinei. Certo è che dopo la notizia della consulenza della difesa, anche un mucchio di commenti su Facebook circa il processo sono scomparsi.(v.g.)

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