Martedì primo vertice a Roma
Domani il presidente Rigotti in consiglio comunale a Olbia. I sindacati: «La Regione si è mossa tardi»
OLBIA. Si sentono sotto una cappa. Sempre più opprimente. Guardano Roma, gli appuntamenti convocati la settimana prossima sulla crisi Meridiana, e sentono che quella pressione su di loro aumenta ora dopo ora. Lo scrivono su Facebook, e lo stesso post angosciato fa il giro di tutti i profili. “Hanno già tutto deciso, ci licenziano” sostengono i dipendenti della compagnia di Olbia e dell’hangar, 1634 esuberi su un organico di 2101. Ciò che colpisce loro è sia la forma che la sostanza. La prima convocazione per azienda e sindacati è del Governo: martedì prossimo. La seconda arriva solo due giorni dopo, e sarà un faccia a faccia tra azienda e sindacati. I nomi, poi. I nomi contano molto. Il tavolo ministeriale è guidato dal ministro del Welfare (Poletti), non da quello dei Trasporti (Lupi); quest’ultimo, nella lettera di convocazione, è solo invitato. L’impressione - rinforzata anche dalla chiamata, in quota alla Regione, dell’assessore al Lavoro e non del governatore - è che a Roma si discuterà solo di una cosa: come assicurare i soldi per gli ammortizzatori sociali. Tre anni di stipendi per i 1634 esuberi. Niente proposte alternative, quindi. Niente ipotesi di altra cassa integrazione, come chiedono molte sigle, per ipotizzare un rilancio della compagnia senza tagli.
Il terrore è dunque che i licenziamenti siano già decisi. Senza ragionare sul travaso di attività da Meridiana a Air Italy: quest’ultima ne ha beneficiato con 60 milioni di ricavi sui 126 totali realizzati nel 2013. Un’operazione legittima, secondo una recentissima sentenza del tribunale di Tempio. Al quale i piloti si rivolgeranno ancora per dichiarare illegittima la cassa integrazione passata. Hanno chiesto aiuto all’avvocato Franco Focareta, e lui ha dato la disponibilità a studiare la causa.
Ma il sospetto che il pacchetto sia (quasi) chiuso ce l’ha anche il sindacato. Franco Monaco (Filt-Cgil della Gallura) è nerissimo. «La Regione ha sbagliato - attacca -. Avevamo chiesto da tempo un tavolo regionale, prima di quello nazionale. Cagliari è stata lentissima nella risposta, e ora andiamo a Roma senza l’appoggio della Regione. Se il tavolo fosse stato aperto prima nell’Isola, oggi i sindacati e la Regione avrebbero potuto proporre con forza altri due anni di cassa integrazione al posto dei licenziamenti. «Invece, appunto, sembra che nella capitale si discuterà solo di come trovare le risorse per gli ammortizzatori sociali, senza alternative». A meno che non arrivino altre risposte domani in consiglio comunale a Olbia, dove, a sorpresa, si presenterà Marco Rigotti, presidente di Meridiana.
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