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In dieci punti le criticità del sistema

In dieci punti le criticità del sistema

Inefficienze nella gestione, troppi modelli sanitari, sistemi di controllo poco chiari, scarso spazio alla prevenzione, poca formazione del personale, ridotti investimenti in innovazione. E ancora:...

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Inefficienze nella gestione, troppi modelli sanitari, sistemi di controllo poco chiari, scarso spazio alla prevenzione, poca formazione del personale, ridotti investimenti in innovazione. E ancora: idee confuse sui nuovi assetti delle Asl, debole infrastrutturazione sanitaria, rilancio dei Piani locali unitari per i servizi alla persona (Plus), eliminazione della precarietà.

Questo, secondo la segreteria regionale della Cisl, il «decalogo» dei punti deboli della sanità un po’ in tutto il territorio della Sardegna. Per il sindacato sono problemi che devono essere eliminati attraverso una funzionale riforma. «Ma una cosa è certa - ha di recente spiegato il segretario generale della Cisl in Sardegna, Oriana Putzolu (foto) - i conti della sanità dovranno avvicinarsi al pareggio anche attraverso l'individuazione di opportuni strumenti di gestione e monitoraggio della spesa». «Niente tagli lineari, dunque, ma maggiore efficienza del sistema che non può restare stritolato dalla morsa prodotta da spending review e vincoli di bilancio», ha incalzato la dirigente sindacale. Tra i punti chiave indicati dalla Cisl c'è anche la tutela dei piccoli presidi territoriali. « È impensabile - non si sono stancati di ripetere i componenti della segreteria - che 'piccolo’ in Sardegna sia sempre sinonimo di scarso funzionamento e 'grande’ di alta efficienza». Parti importanti della riforma, secondo il sindacato, dovranno - anche per tutti questi motivi dipendenti dall’attuazione del decalogo -venire d’ora in avanti collegati strettamente ad altri punti chiave: riorganizzazione del lavoro, al riordino delle professioni sanitarie e alla definitiva cessazione dei contratti temporanei.

Un modello che dovrà dare risposte anche alla questione delle attività svolte dagli infermieri, considerati dalla Cisl numericamente inadeguati, oltre che alla carenza di medici in alcune realtà locali dell’isola.

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