Alcoa, operai pronti a nuove lotte
Se entro l’autunno non sarà definita la cessione i lavoratori saranno licenziati
PORTOVESME. I tempi sono stretti, se entro l’autunno il Governo non definirà i termini per la cessione dello stabilimento Alcoa di Portovesme, alla multinazionale svizzera Glencore, il prossimo 29 dicembre i 450 lavoratori diretti della fabbrica saranno licenziati. «Non c’è tempo, attendiamo con urgenza dal Ministero dello Sviluppo Economico notizie sulla fase della trattativa, ma se non dovessero esserci dei passi avanti siamo pronti ad una grande mobilitazione verso la Capitale» hanno detto ieri i lavoratori e i sindacati riuniti in un assemblea generale nello stabilimento di Portovesme dove, davanti alla fabbrica di alluminio primario, gli operai hanno allestito un presidio che va avanti da oltre 140 giorni. Già nelle prossime ore i lavoratori valuteranno quali iniziative mettere in atto. «Non si esclude nulla anche perché c’è molta preoccupazione» dice Pierpaolo Gai della rsu. «C'è una forte preoccupazione tra i lavoratori - spiega Roberto Forresu - segretario provinciale della Fiom Cgil - perché senza soluzioni centinaia di famiglie rischiano di ritrovarsi sulla strada». Il Ministero sta elaborando le condizioni competitive sul costo dell’energia per il possibile soggetto investitore, condizioni che dovrebbero essere garantire per almeno 10 anni, affinchè si possa avviare l’attività produttiva e garantire l’occupazione non solo dei lavoratori diretti, ma anche degli operai delle ditte d’appalto che come ha spiegato Daniela Piras segretario provinciale della Uil: «Molti di loro da 10 mesi vivono senza ammortizzatori sociali».
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