Esercitazioni riprese in tutti i poligoni ma a ritmo ridotto
La Difesa conferma i programmi nonostante le proteste A Capo Frasca niente tiri a terra, Marina assente a Teulada
SASSARI. Via a missili, razzi, esercitazioni a fuoco. Ufficialmente non è cambiato nulla. Da ieri il programma delle esercitazioni nei poligoni della Sardegna è ripreso secondo il piano annunciato sin da giugno. Ma in realtà, nonostante nessuno sia disposto ad ammetterlo sul piano formale, le attività procedono a ritmo ridotto.
A Capo Frasca, in attesa di soluzioni per il servizio antincendio interno, sono ricominciate le manovre. Ma senza spari a terra che possano provocare altri roghi, come quello d'inizio settembre che ha originato polemiche e proteste. Nella vastissima area tra Perdasdefogu e Capo San Lorenzo tutto va avanti secondo i piani resi noti dalla Difesa a fine agosto: dalle guerre elettroniche simulate all'aggiornamento dei campi elettromagnetici e al lancio di ordigni esplosivi. A Teulada solo la Marina non prenderà parte ai war games nei primi 10 giorni di ottobre, pare per impegni legati alla missione Frontex plus in favore degli immigrati e dei profughi che dal Nord Africa cercano di raggiungere le coste della Sicilia e della penisola italiana.
Per tutto il resto le operazioni sono confermate. E sin da ieri è stato rilanciato il cronoprogramma di massima. Previsti tiri con mortai, sgancio di bombe, esercitazioni con altre armi. Ai raid d'addestramento partecipano carristi, piloti, fucilieri, plotoni dell'esercito.
Così nella bagarre interviene ancora il deputato Mauro Pili. In primo luogo l'esponente di Unidos-Misto rilancia informazioni differenti rispetto a quelle ufficiali, in qualche misura diverse anche rispetto alle notizie che circolano fra comandi e truppe. «Da ieri sino a fine mese - sostiene l'ex governatore - non si sparerà a Capo Teulada, come invece era stato annunciato: tutte le esercitazioni previste per settembre sono state annullate. Il programma di missili e bombe è stato repentinamente cancellato nella notte tra venerdì e sabato scorsi». «È l'ennesima marcia indietro in pochi giorni», aggiunge Pili, sottolineando poi che dal 25 agosto sono in corso nel poligono operazioni di risanamento naturalistico con l'impiego di circa 80 uomini.
«Ma se stanno veramente facendo le bonifiche come possono riprendere a sparare? Oppure era tutta una farsa e non stanno ripulendo niente?», si chiede il parlamentare. Che attacca quindi Roberta Pinotti. «Un ministero autorevole e responsabile», prosegue difatti l'ex presidente della giunta sarda, «agirebbe con trasparenza e chiarezza, senza propaganda, con l'obiettivo di sanare il vulnus grave che si è accertato nella base di Teulada». «Se poi è vero che la magistratura ha avviato un'indagine sulle attività del poligono», chiosa Pili in riferimento all'inchiesta della Procura di Cagliari, che, con un fascicolo affidato al pm Emanuele Secci, svolge una serie di accertamenti mirati nell'area della base, «sarà difficile ipotizzare che lo stato dei luoghi possa essere alterato ulteriormente». I vertici del poligono hanno presentato un piano di recupero concordato con gli inquirenti e gli enti regionali per la tutela dell'ambiente. «L'annuncio dell'annullamento delle esercitazioni di settembre e di quelle della prima decade di ottobre sono un passo obbligato», conclude così Mauro Pili. Sostenendo che a questo punto «sarebbe illogico e irrazionale pianificare nuove esercitazioni per la seconda e terza decade di ottobre».
Quasi inutile ribadire invece che da Roma, in ambienti del ministero della Difesa, arrivano ricostruzioni diverse. Oltre alla conferma del programma di addestramento in tutti i poligoni: seecondo i piani già comunicati e con le limitazioni a tutela dell’ambiente già preannunciate da tempo. (pgp)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
