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Floris: la politica ha il dovere di ascoltarci

Floris: la politica ha il dovere di ascoltarci

CAGLIARI. Il leader del Movimento pastori, Felice Floris, alla domanda che “manifestazione sarà?”, risponde sicuro, con un tono di voce calmo, quasi insolito per lui: «Tranquilli, sarà una festa. Un...

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CAGLIARI. Il leader del Movimento pastori, Felice Floris, alla domanda che “manifestazione sarà?”, risponde sicuro, con un tono di voce calmo, quasi insolito per lui: «Tranquilli, sarà una festa. Un corteo gioioso di chi però a mille ragioni e non solo perché scende in piazza: la politica ci ha abbandonato, ignorato e tradito, ogni giorno». Per poi aggiungere, senza farsi mai sfuggire una parola di troppo, anzi: «Nessun di noi vuole alimentare lo scontro e tanto meno scatenare incidenti. Non siamo pazzi, soprattutto perché, come purtroppo è accaduto sempre, a prendere le manganellate alla fine chi sono? Sempre e soltanto noi, i pastori». L’impegno perché tutto «fili liscio» è totale. È la certezza che Floris consegna alla vigilia a poche ore dalla discesa su Cagliari: «Oggi vogliamo essere ascoltati dalla Giunta. Non solo dall’assessore all’Agricoltura, ma da chi rappresenta tutti i sardi, il presidente della Regione. Pigliaru non può sottrarsi: deve essere lui il nostro primo interlocutore». Ma un incontro con il Movimento viale Trento l’ha messo in agenda per questo fine settimana: il corteo non poteva essere rinviato? La risposta di Floris è no: «I pastori sono una fetta importante della società sarda e invece questa Giunta continua a sfuggire al confronto. È peggio di Cappellacci, e questa sì che è una provocazione». Il ragionamento di Felice è uno solo: «Noi da mesi abbiamo presentato la nostre rivendicazioni sulle epidemie e sui vaccini, sui debiti e sulle strade rurali, sui fondi europei e sullo strapotere della burocrazia. Ma la Regione non ci ha voluto ascoltare, si è chiusa a riccio ed ecco perché la manifestazione di oggi non poteva essere rinviata». Eppure altri dicono che lo stesso leader del Movimento in un’occasione si sia seduto al tavolo della trattativa per poi abbandonarla. «C’è stata una riunione – è la replica – in cui sono stato convocato come rappresentante di un’organizzazione fra produttori, non come leader del Movimento. Comunque anche in quell’occasione, ho avuto la conferma che la Giunta vuole imporre delle scelte senza ascoltare prima i pastori, quelli veri». La contestazioni di Floris è questa: «Le altre organizzazioni continuano a essere consultate, anzi il dialogo fra la Giunta e certi patronati è fin troppo fitto, ma non certo sui problemi reali. Invece con la base chi amministra non ha voluto finora confrontarsi, perché non ha idee e progetti. I centri di potere – continua Floris – inseguono le emergenze, o almeno così dicono, noi che siamo la base, chiediamo interventi strutturali. Nella nostra piattaforma, quei punti ci sono tutti». Quanti saranno oggi i pastori a Cagliari? Felice Floris non azzarda previsioni: «Potrei dire diecimila. So per certo che arriveranno da ogni parte della Sardegna. Ma qualche defezione potrebbe anche esserci, per colpa di un clima teso che non abbiamo certo scatenato e alimentato noi». (ua)

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