Sesso in aula: il prof non risponde
Il pm valuta se ricorrere contro la concessione degli arresti a casa
CAGLIARI. Silenzio su tutta la linea: il docente di matematica accusato di concussione e violenza sessuale su una decina di alunne tra i quindici e i diciott’anni per ora non risponde alle domande del gip Giorgio Altieri. Marcello Melis, 47 anni, si è presentato puntuale all’appuntamento col magistrato poco dopo le 11, accompagnato dall’avvocato Antonello Garau. Ma il faccia a faccia è durato appena dieci minuti, il tempo di elaborare il verbale nel quale l’indagato ha dichiarato di volersi avvalere della facoltà di non rispondere. Poi l’insegnante è uscito e si è allontanato senza dire una parola, per tornare a casa: arrestato la scorsa settimana, si trova in custodia domiciliare. Nell’ufficio di Altieri c’era anche il pm Rita Cariello, che ha condotto la delicatissima indagine all’istituto magistrale di Cagliari, dove Melis - stando alle accuse - ha gestito per anni una sorta di harem personale, minacciando le studentesse per ottenere sesso in cambio di buoni vuoti. In un caso, sempre secondo l'accusa, si sarebbe consumato anche lo stupro di una minorenne avvenuto in classe mentre un’allieva controllava la porta perché non entrasse nessuno. La scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere sarebbe dettata da esigenze difensive, quelle legate alla necessità di avere a disposizione tutto il materiale d’indagine raccolto dalla Procura, comprese le testimonianze. La Procura sta valutando la possibilità di ricorrere contro la scelta del gip Altieri di respingere con la sua ordinanza la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dal pm Cariello per concedere all’indagato la misura attenuata degli arresti domiciliari. I fatti al centro dell’inchiesta risalgono agli anni che vanno dal 2005 in poi, ma alcuni episodi sono recenti.
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