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Cisl: chi sta peggio? I figli dei cassintegrati

Cisl: chi sta peggio? I figli dei cassintegrati

Il segretario generale Putzolu: «La giunta regionale indichi la rotta per trovare nuova occupazione»

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CAGLIARI. Nell'isola sono poveri in assoluto bambini e adolescenti figli di cassintegrati. Lo ricorda il segretario generale della Cisl sarda, Oriana Putzolu. La quale in proposito insiste ancora «per un positivo confronto con la Giunta Pigliaru finalizzato a indicare almeno la rotta lungo la quale trovare un'occupazione diventa almeno concreta speranza». «Oggi infatti anche la speranza è venuta meno tra giovani e disoccupati», sottolinea con amarezza la dirigente sindacale.

«Secondo l'ultimo rapporto di Save the Children - sottolinea Pitzolu - 1,4 milioni di bambini e adolescenti italiani vivono in povertà assoluta. Una quota di costoro si trova anche in Sardegna. Ma l'azione politica non appare ancora in grado di affrontare in maniera efficace il problema. Che ha principalmente il volto della disoccupazione, del non lavoro, dell'emigrazione e della pratica impossibilità per i giovani di avvicinarsi a un'occupazione anche di breve durata».

«Non si vedono da parte della giunta sarda iniziative e programmi certi e congrui, di almeno medio respiro, in grado di contrastare questa povertà figlia soprattutto della mancanza di lavoro», aggiunge. «Per quantificare i minori sardi in povertà assoluta - aggiunge la sindacalista - è sufficiente verificare la situazione dei cassintegrati e dei lavoratori in mobilità in deroga. Una famiglia di quattro componenti, genitori e due figli d'età fra 4-10 anni, residente in un piccolo comune del Mezzogiorno e delle isole, si trova secondo l'Istat in condizioni di povertà assoluta se non raggiunge un reddito mensile di 1.172 euro». E un nucleo familiare di quattro persone (papà, mamma e due figli di 11-17 anni) per non vivere nella più marcata indigenza deve poter contare su non meno di 1.200 euro al mese.

Mentre uno di cinque persone (genitori e tre figli di età fra 14 e 17 anni) è assolutamente povera se non raggiunge almeno i 1.400 euro. «Ma nessuno dei lavoratori sardi in Cig e in mobilità in deroga tocca questi importi - conclude Putzolu – L'emergenza disoccupazione, con 80mila posti di lavoro persi negli ultimi sette anni, ha aumentato del 4,1% l'incidenza della povertà in Sardegna. E in luglio l’istituto nazionale di statistica ha reso noto che nel 2013 in Sardegna la percentuale di famiglie con difficoltà economiche è il doppio del dato medio nazionale».

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