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La giunta inventa un lavoro per 1500

La giunta inventa un lavoro per 1500

A breve i corsi per operatore socio sanitario, aperti a disoccupati e cassintegrati. Sono i più richiesti dal mercato

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CAGLIARI. Il nuovo posto di lavoro? L’operatore socio-sanitario, l’infermiere generico di una volta. La richiesta del mercato è forte, come in tutti i settori legati a si servizi alla persona. La Regione l’ha capito ed entro febbraio farà partirà i corsi per ottenere la qualifica di «Oss», gli operatori socio-sanitari, appunto. Con sei milioni, pescati dal vecchio e dal nuovo Fondo sociale europeo, l’assessorato al Lavoro partiranno una sessantina di corsi regionali che formeranno fra 1200-1500 operatori. «È una risposta concreta alla fame di lavoro che c’è in Sardegna», ha detto l’assessore. Per poi aggiungere: «Non saranno corsi fini a se stessi, perché prima di finanziarli con l’assessore alla Sanità, abbiamo verificato quali erano le esigenze del mercato. La domanda è forte, l’offerta di operatori sardi bassa e infatti i vuoti sono coperti da operatori stranieri».

La griglia. Per essere ammessi ai corsi, bisognerà avere 18 anni e la licenza di scuola media. I 1500 posti a disposizione sono stati suddivisi in 4 sottocategorie di 375 candidati l’uno: disoccupati ordinari, ex lavoratori che da qui a poche settimane e dopo tre anni non avranno più la garanzia degli ammortizzatori sociali, giovani con meno di 29 anni e infine gli «operatori in attività ma non ancora in possesso della qualifica».

I tempi. Entro il 10 ottobre l’assessorato al Lavoro pubblicherà il bando rivolto alle agenzie di formazione – dovranno avere sede nell’isola – interessate a organizzare i corsi. Una volta scelti i professori, comincerà la selezione dei candidati. La graduatoria sarà stilata dalle stesse agenzie sulla base dei titoli posseduti dagli allievi, con l’obbligo del rispetto dei posti assegnati alle quattro sottocategorie. A quel punto, intorno a febbraio, cominceranno i corsi.

Posto assicurato. Non c’è certo nulla di scontato, ma il mercato degli operatori socio-sanitari è in questi anni di profonda crisi fra i più attivi. La richiesta è continua e spesso a essere assunti sono cittadini dei paesi dell’Est Europa che ora fanno parte della grande famiglia del Vecchio Continente. Solo nella sanità pubblica mancano 500 operatori, poco meno in quella privata. Ma sono soprattutto le famiglie a cercare operatori qualificati, che tra l’altro sono molto più preparati delle badanti, che spesso non hanno conosce mediche, nell’assistenza alle persone soprattutto anziane. Per questo – è la certezza dell’assessore al Lavoro – «non dico che il posto sarà assicurato, ma ci sono molte buone probabilità di trovarlo per chi avrà la qualifica ».

Centri lavoro. Con una seconda delibera approvata dalla Giunta, è stato dato mandato al commissario dell’Agenzia regionale per il lavoro, Massimo Temussi, di firmare la proroga per gli oltre 310 precari dei Centri servizi per l’impiego Cesil e Csl. I contratti sono stati allungati per altri tre anni, è tra l’altro il massimo previsto dalla leggina licenziata pochi giorni fa dal Consiglio regionale, in attesa dei concorsi per la stabilizzazione definitiva. I Centri sono indispensabili per far partire, a novembre, il progetto Garanzia giovani – sono oltre diecimila i sardi iscritti – su cui la Giunta punta da sempre per abbattere la disoccupazione. (ua)

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