Morto da 4 giorni il giovane scomparso
Il pizzaiolo Gavino Lacana si era schiantato in una cunetta con la sua auto, ma nessuno riusciva a vederlo dalla strada
INVIATO A LOIRI. Era morto da quattro giorni,dal tardo pomeriggio di sabato quando, al rientro da Olbia, la Fiat Multipla che guidava si era imbarcata in una curva, schiantandosi contro un muretto a secco e finendo sepolta nel fitto della macchia mediterranea. Gavino Lacana, il 35enne pizzaiolo di Loiri, è morto sul colpo, sbalzato fuori dall’auto impazzita e finito dietro un muretto a secco, nascosto alla vista di tutti. Il giovane, che poco dopo le 20 di sabato scorso rientrava in paese dopo un “salto” a Olbia per accompagnare alcuni amici, ha tentato inutilmente di evitare lo schianto, frenando disperatamente all’interno di una curva. La monovolume è volata sulla cunetta, ha puntato il muso contro il muretto a secco, sfondando il parabrezza attraverso il quale è stato sbalzato all’esterno il conducente, quindi ha finito la folle corsa dentro un immenso cespuglio di lentischio, che l’ha avvolta, nascondendola agli occhi di tutti. Il giovane conducente è rimasto a dieci metri di distanza, dietro il muretto a secco, stroncato dalla letale caduta. Un colpo alla nuca, un’altro alla base del collo, e poi fratture alla schiena, una serie di traumi che ne hanno causato la morte, quasi istantanea. Sull’auto finita dentro la macchia di “chessa”, l’odoroso lentischio, il cellulare ha continuato a squillare, a vuoto, per due giorni. Ieri mattina un pastore che ha il terreno poco distante dalla zona in cui è accaduto il tragico incidente – a poche centinaia di metri dal vecchio aeroporto militare di Venafiorita e tre chilometri di distanza da Loiri – ha notato le tracce delle frenata sull’asfalto e la terra smossa in cunetta. È bastato che guardasse dietro il muretto a secco per sciogliere il mistero della scomparsa del giovane pizzaiolo che tutti, in paese, cercavano disperatamente da 24 ore. L’allevatore, dopo aver trovato il cadavere e l’auto ha immediatamente chiamato i carabinieri, che sono giunti sul posto con una ambulanza. Al medico non è rimasto altro, alle 9 e 30 di ieri mattina, che constatare il decesso del giovane, risalente a diversi giorni fa. La notizia ha sconvolto i familiari del giovane, – il padre Piero, la madre Graziella e la sorella minore, Ilaria – che speravano in un allontanamento volontario del congiunto, anche se in fondo al cuore erano perfettamente consapevoli che il loro Gavino non li avrebbe mai lasciati senza notizie.Angelo Beccu, il sostituto procuratore della Repubblica di Tempio che seguiva il caso della scomparsa e aveva già autorizzato i carabinieri a procedere con la mappatura del cellulare, oltre alla raccolta dei tabulati per ricostruire le ultime chiamate effettuate o ricevute dal telefonino della vittima, ha atteso che il comandante del nucleo investigativo gli comunicasse le risultanze investigative per dare il via libera al seppellimento, non essendo necessario effettuare perizie necroscopiche.
A Loiri, dove tutti si conoscono e dove Gavino Lacana poteva contare su solide amicizie, compresa quella del sindaco e consigliere regionale Giuseppe Meloni, la tragedia ha addolorato l’intera popolazione.
La casa di Piero e Gabriella Lacana, sopra il ristorante pizzeria di famiglia, dove è stata allestita la camera ardente, è meta da ieri di un incessante pellegrinaggio di amici e conoscenti, giunti da ogni angolo della Gallura per portare parole di conforto e rendere omaggio al giovane pizzaiolo. I funerali si svolgeranno oggi, e anche se il lutto cittadino non è stato proclamato, l’intera comunità di Loiri Porto San Paolo si fermerà per i funerali del giovane.
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