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Olbia, i lavoratori inscenano il loro funerale

Olbia, i lavoratori inscenano il loro funerale

Simbolica bara oggi in aeroporto: ripartono i sit-in. Sabato un corteo, domenica la ciclopedalata

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OLBIA. È uno di quei giorni da dentro o fuori. Come nel calcio nelle partite secche. Conta esserci. Conta far sapere di esistere. Conta capire chi c'è al tuo fianco. Quanto le tue preoccupazioni sono le preoccupazioni di chi ti sta vicino. Per i lavoratori di Meridiana oggi è uno di quei giorni.

C'è la chiamata alla mobilitazione. Doppia. Di mattina con un corteo per le vie della città fino alla palazzina della compagnia in aeroporto. Di pomeriggio con una maxi assemblea al museo archeologico perché all'aeroporto non c’era posto.

Non è un giorno in cui contano i post su Facebook. Per i lavoratori di Meridiana - 1634 esuberi su 2101 in organico - il solo modo per farlo, per farsi sentire e vedere in difesa del proprio posto in azienda, è esserci. Fisicamente.

I sindacati e i gruppi che li sostengono stanno infatti caricando molto l'attesa. Con toni civili, come civili, assicurano, saranno le manifestazioni. Sono tutti in campo, e in questo caso massicciamente sul web. Ecco l'appello del gruppo “Io sono un esubero Meridiana”: «Vi ricordiamo il programma settimanale degli eventi. È indispensabile la massima partecipazione! Giovedì (oggi, ndr) funerale, meeting point alle 9 in piazza Regina Margherita, a Olbia, con partenza alle 9.30 e camminamento verso il municipio; da lì la bara verrà caricata su un carro e portata in aeroporto e depositata in un luogo chiave. Sabato, ore 10, corteo lavoratori in viale Aldo Moro e Corso Umberto ad Olbia con sostegno della Confcommercio. Domenica mattina, tutti alla pedalata ecologica ad Olbia. Massima adesione e condivisione tra i dipendenti!».

Secondo queste premesse, quella di oggi dovrebbe essere la più grande manifestazione nella storia di Meridiana. La più fantasiosa, se non altro per l'uso di una bara che, metaforicamente, rappresenta Meridiana, la sua morte a favore di Air Italy, come accusano i sindacati. Il responso arriverà in tarda mattina.

Di pomeriggio, in un luogo simbolo, il museo, l'altro appuntamento: l'assemblea di tutti i lavoratori (piloti, assistenti di volo, operai, impiegati), ma non di tutti i sindacati (Cgil, Cisl, Usb, Ugl, Cobas, Apm, ma non Uil, sigla ancora esclusa dalle altre). L'incontro sarà rilevante per tre ragioni. Uno, per capire quanta adesione ci sarà. Due, per sentire la voce dei dipendenti: le loro paure, le loro proposte. Tre, per decidere quale linea seguire nelle trattative con l'azienda alla vigilia della raffica di incontri a Roma: il 3 ottobre, e poi il 7, il 9, il 14. Le posizioni sono nette. Meridiana è determinatissima sui licenziamenti: in tutte le dichiarazioni, anche nelle sedi ufficiali, in tutti i documenti, continua a ripetere che gli esuberi sono necessari, pena la chiusura dell'azienda. È disponibile a rivedere il loro numero, se le istituzioni daranno una mano, se alcuni voli saranno garantiti (quelli della continuità territoriale 2, a forte rischio); ma, secondo alcune fonti, siamo nell'ordine di qualche centinaio di lavoratori salvabili.

Altre concessioni non ne vuole fare. Non vuole soprattutto accettare altri due anni di cassa integrazione, che è la richiesta dei sindacati per salvare i posti di lavoro, tutti, e aspettare tempi migliori. Un socio per l'Aga Khan. Una nuova continuità territoriale.

I sindacati se la giocheranno fino all'ultimo momento, consapevoli, almeno quelli più responsabili, che il rischio di dover affrontare la gestione del piano di esuberi più grande che la Sardegna è reale. Perché la volontà di licenziare non è solo dell'ad Scaramella, ma dell’Aga Khan.

“Lotteremo, tutti insieme; e tutti insieme ci salveremo” è lo slogan dei sindacati che, oggi, troverà la prima applicazione concreta. (g.pi.)

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