La Nuova Sardegna

«Credere negli adolescenti» Le sorprese di Artemis Fowl

di Roberta Sanna
«Credere negli adolescenti» Le sorprese di Artemis Fowl

Intervista allo scrittore irlandese Eoin Colfer stasera al festival di “Tuttestorie” Dai viaggi nel tempo alle minacce all’umanità le avventure di un tredicenne

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CAGLIARI. Supercomputer, viaggi nel passato e collassi temporali, il sottosuolo, popolato da elfi, folletti e nani, mentre l’umanità rischia di essere distrutta da potenti nemici. Di sorprese se ne intende Eoin Colfer, scrittore irlandese ospite in linea con il tema di quest’anno del Festival Tuttestorie, oggi alle 18 con Carlo Carzan all’Exmà. «Creare la sorpresa nel lettore è la cosa più importante, con personaggi insoliti, cambiamenti repentini. Per me l’esempio più evidente è l’età del mio genio criminale, appena dodicenne. Questa è una vera sorpresa», spiega il creatore di “Artemis Fowl”, lo straordinario adolescente protagonista della serie in 8 volumi, che ha venduto oltre 21 milioni di libri. In quel mondo ricco di elementi magici i lettori riconoscono ugualmente in Artemis Fowl un loro coetaneo? «Certo, anche se tra fate ed elfi, parlo di un ragazzo reale. Al di là di tutte le varie attrezzature e l’ambientazione criminale, si tratta pur sempre di un ragazzino, con i suoi difetti, nel quale ci si può riconoscere. Così gli adolescenti si possono identificare nel loro coetaneo, ma anche fantasticare di trovarsi anche loro in situazioni avventurose. Quando ero ragazzo mi piaceva leggere libri ambientati in Africa perché non ne sapevo nulla e allo stesso tempo indentificarmi in situazioni esotiche. Nei libri di Artemis Fowl succede la stessa cosa: identificazione e meraviglia per il mondo fantastico».

Quali altri elementi catturano l’interesse dei lettori?

«Ci sono temi importanti nelle mie storie. Per far partire l’avventura, i genitori devono sparire. Io non volevo che morissero, ma fossero in pericolo, per fare in modo che il ragazzo potesse agire per salvarli. Una situazione affascinante per il giovane lettore. Poi c’è l’elemento ambientale, il popolo delle fate che ho accomunato ai nativi americani per il modo in cui guardano al pianeta. Era un modo per mostrare tutti i danni che gli adulti fanno al pianeta e suggerire l’ambientalismo, senza prediche».

Come Artemis, i protagonisti dei suoi libri, Cosmo Hill, di “The supernaturalist”, e Riley, di “Tempo. L’Assassino che veniva dal passato”, sono adolescenti capaci di utilizzare il loro potenziale.

«Gli adolescenti sentono di avere tutte le possibilità davanti. Intorno ai 13 anni cominciano a vedersi già grandi, tutti li trattano da bambini ma loro stanno già scegliendo che adulti vorranno essere. I miei libri raccontano che gli adolescenti possono raggiungere mete importanti. Quando leggono le cose che riescono a fare Artemis o Cosmo, si rendono conto che possono cominciare ad essere responsabili dei problemi, trovare soluzioni. Purtroppo spesso trattiamo allo stesso modo un bambino di dieci anni e un ragazzo di tredici. Io credo che agli adolescenti non venga dato abbastanza credito rispetto alle loro possibilità, e i miei libri lo dimostrano».

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