Nuovo Piano casa, subito la legge
Dai bonus volumetrici sono esclusi i centri storici e la fascia dei 300 metri dal mare. Tagliati fuori anche i campi da golf
CAGLIARI. Addio Piano casa, non è più la stagione delle emergenze, della precarietà e neanche delle proroghe, sarebbe stata la quinta dal 2009 a oggi. In Sardegna a prendere il posto della leggina nazionale che fu di Berlusconi e poi dalle nostre parti allargata fino ai campi da golf, alle cantine e ai sottotetti, sarà la legge regionale per il rilancio dell’edilizia. Martedì sarà approvata dalla giunta Pigliaru su proposta dell’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu. La settimana dopo consegnata alla commissione del Consiglio regionale ed entro il 29 novembre dovrà essere approvata dall’aula. La scadenza è perentoria, perché quel giorno sarà anche l’ultimo coperto dal vecchio Piano che il centrosinistra non vuole più, quello di Cappellacci e più era confuso e pericoloso, dicono, e se non ci sarà subito un’alternativa, i rischi sono due. Una mini proroga, ma la Giunta non è d’accordo, oppure un breve vuoto legislativo visto anche questo come fumo negli occhi da tutti. Dunque, il futuro può essere uno solo: la nuova legge regionale. È ancora in bozza ma può essere già messa a confronto con il Piano e le differenze sono diverse.
Premi. Il bonus sarà sempre del 30 per cento rispetto alla cubatura esistente e fino a un massimo del 40 per cento grazie all’extra del risparmio energetico. Ma se nel Piano il bonus era possibile dappertutto, ora sarà limitato alle zone di espansione edilizia, esclusi i centri storici, mentre in quelle turistiche ritorna a essere inviolabile la fascia dei 300 metri, con una sola deroga possibile: più 20 per cento nelle volumetrie se gli alberghi vorranno dotarsi di nuovi servizi senza però costruire altre camere.
Volumetrie. Per evitare speculazioni e furberie d’ogni tipo, la legge prevede un tetto massimo di aumento delle volumetrie: non più di 100 metri cubi. Servirà ad evitare l’espansione esagerata di chi ha già case molto grandi, mentre permetterà agli altri di costruire all’incirca quella che da sempre è la media proposta dai privati: una o due stanze, più il bagno.
Niente più cantine. La legge escluderà dall’abitabilità extra cantine, garage e parcheggi, mentre con il Piano era possibile. Saranno più restrittive anche le norme per i sottotetti: dovrà essere rispettata l’altezza minima di 2 metri e 20.
Zone turistiche. Ritornata a essere inviolabile la fascia 300 metri, salvo la richiesta di costruire centri benessere e centri congressi, oltre e fino a 2000 metri l’incremento delle cubature potrà essere massimo del 20 per cento. Potrà essere più alto solo in caso di demolizione e trasferimento fuori dalla fascia protetta.
Niente più golf. Considerata da sempre una legge intrusa, quella sul golf è stata cancellata e i costruttori che pensavano di sfruttare il Piano casa per realizzare strutture sportive anche in zone vincolate dovranno rinunciare ai progetti.
Idrogeologico. L’aumento delle volumetrie sarà il massimo, 40 per cento, per chi demolirà la casa costruita in zone a rischio frane e inondazioni e la ricostruirà altrove.
Gli esclusi. Come detto gli intoccabili 300 metri, salvo la deroga per i servizi turistici, i centri storici, a meno che l’ampliamento non sia a favore di inquilini disabili. Poi anche le aree industriali per evitare che i capannoni diventino appartamenti, in questo caso il bonus sarà possibile se «l’extra è coerente con l’attività economica».
La nuova filosofia. Non più un Piano da prorogare di anno in anno (sono state oltre 35mila le pratiche dal 2009 al 2013) ma una legge «trasparente, liberata dalla burocrazia e per una migliore qualità dell’ambiente». Almeno questo ha promesso l’assessore Erriu, martedì si saprà se è stato di parola.
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