Romazzino, il riesame dissequestra le suite
Per i giudici i sigilli erano immotivati. Il capo della Procura Fiordalisi prepara il ricorso in Cassazione
TEMPIO. Il tribunale del riesame ha dissequestrato le cinque Family Suite dell’hotel Romazzino messe sotto sequestro probatorio, poco meno di un mese fa, dalla procura della Repubblica di Tempio. I giudici del riesame, accogliendo le istanze avanzate dall’avvocato Antonella Cuccureddu, legale dell’amministratore delegato di Sardegna Resorts Mariano Pasqualone, hanno evidenziato che il sequestro probatorio era immotivato in quanto, in riferimento «alla situazione ambientale di cui si discute, non risulta, come affermato dalla pubblica accusa, che le costruzioni oggetto del sequestro insistano nella fascia di rispetto dei trecento metri dalla linea di battigia. Inoltre – proseguono i giudici nel motivare il dissequestro penale – il possibile inquinamento probatorio posto dal Pm a base del suo provvedimento cautelare non pare sia allo stato ravvisabile, dal momento che la situazione di fatto è ormai cristallizzata ed eventuali lavori volti ad eliminare le tracce del reato o a portarlo a ulteriori conseguenze potrebbero essere ben documentati da aerofotogrammetrie, o più semplicemente da fotografie e filmati, senza così arrecare ulteriori e ingenti danni economici alla società che gestisce il bene oggetto del sequestro medesimo». La risposta del procuratore capo della Repubblica Domenico Fiordalisi non si è fatta attendere. Il capo della Procura, rimasto chiuso per l’intero pomeriggio nella sua stanza, sta predisponendo, sulla base delle motivazioni del riesame, il ricorso per cassazione. La contestazione sulla linea di confine dei trecento metri, stando alle indiscrezioni trapelate dagli uffici inquirenti, è del tutto fuorviante avendo la procura già contestato alla Sardegna Resorts una ulteriore serie di irregolarità commesse proprio oltre le distanze demaniali, verso il bagnasciuga, contestazioni che verranno ufficializzate nel corso della annunciata “ispezione dei luoghi”, un atto giudiziario già notificato ai cinque indagati – i professionisti cagliaritani Tonino e Raimondo Fadda, l’ex responsabile del settore urbanistico e tecnico del Comune di Arzachena Antonello Matiz e dei manager dellla Costa Smeralda Aleksandra Dubrova, già Ad della Sardegna Resorts con Colony Capital e l’attuale amministratore della stessa società, Mariano Pasqualone – che vedrà impegnati, il 15 ottobre, i consulenti tecnici della Procura che avrebbero rilevato irregolarità nel corpo principale dell’Hotel Romazzino (15 stanze non documentabili sotto il profilo edilizio) oltre agli “sforamenti” sul demanio inglobando, tra barbecue, piscine e gazebo anche i picchetti di delimitazione sistemati sulle rocce dagli uomini dell’agenzia del demanio. In relazione al dissequestro il capo della Procura non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.
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