«Troppo basso il prezzo del latte»
Coldiretti: la quotazione record del Pecorino romano deve aiutare i pastori
CAGLIARI. Prezzo record per il Pecorino romano. Ma il formaggio si fa con il latte. E la quotazione della "materia prima" non ha ancora battuto nessun primato. Il ragionamento di Coldiretti è chiaro. Così come è diretto e semplice il messaggio rivolto ai pastori: non chiudete contratti per la vendita del latte al di sotto di un euro al litro, si può tranquillamente arrivare a un euro e dieci centesimi. Anche perché in ballo ci sono un bel po' di soldi. L'organizzazione ha fatto un po' di conti. E ha scoperto che, se i due prezzi, quello del formaggio e quello del latte, fossero "proporzionati" ci sarebbero per i pastori cinquanta milioni in più. L'equivalente- hanno spiegato i vertici di Coldiretti, di due misure comunitarie. «Già lo scorso anno – hanno spiegato Luca Saba e Battista Cualbu, rispettivamente direttore e presidente di Coldiretti – seguendo gli stessi calcoli di quest'anno dicemmo a ragione che il latte doveva essere pagato i pastori a partire da 0,86 euro. Non ci sbagliammo: i fatti ci hanno confermato che avevamo ampiamente ragione». È il ragionamento è ancora valido: «Da oltre un anno e mezzo chiediamo la regolazione – ha spiegato Coldiretti – di mercato del Pecorino romano per determinare quantità e prezzo di latte e di formaggio. E non abbiamo avuto nessuna risposta: perché non si vuole costruire un futuro per governare le produzioni?». Pronti anche a nuove forme di protesta. «Se questo non venisse riconosciuto siamo pronti a manifestare davanti a Confindustria».
La molla che ha convinto Coldiretti a tornare all'attacco è stata l'ultima impennata del Pecorino romano: con cinque mesi di stagionatura ora, ha denunciato l'organizzazione, vale 8,35 euro al chilo. Una crescita da sorpasso, ha sottolineato Coldiretti: il Pecorino romano ha superato Grana Padano, 6,50 euro al chilo, e Parmigiano reggiano, 7,55, entrambi con una stagionatura superiore ai cinque mesi. Nel calderone c'è anche il fenomeno lingua blu: si sono prodotti 30 milioni di litri di latte in meno. «Ma mentre le perdite – sottolinea Coldiretti – del morbo se le sono accollate i pastori, i benefici dell'aumento del Pecorino non sono stati ripartiti in modo uguale». Crescita dei prezzi di latte e formaggio a due velocità. Tra i due prodotti, partendo dal 2010, c'è una differenza del 37 per cento. Entrambi, dice Coldiretti, sono aumentati, vero. Ma il formaggio di più: del 172 per cento rispetto al 135 per cento del latte.
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