«Insostenibile operare a prezzi più bassi»
SASSARI. «In altre regioni come Emilia, Toscana e Veneto ogni 3 anni le tariffe vengono incrementate secondo gli indici Istat, invece da noi sono bloccate dal 1998». A sottolineare il paradosso è...
SASSARI. «In altre regioni come Emilia, Toscana e Veneto ogni 3 anni le tariffe vengono incrementate secondo gli indici Istat, invece da noi sono bloccate dal 1998». A sottolineare il paradosso è Giuseppe Lo Nardo, dirigente sardo del Sampi, Sindacato autonomo medici italiani. Un paradosso perché, come spiega, «sono poi queste stesse aree a essere indicate come “virtuose”, buoni esempi di corretta gestione finanziaria della sanità». «Mentre nell’isola, tra il 2006 e il 2007 ci sono già stati tagli del 20% sulle tariffe per prestazioni radiologiche, Tac e per 20 “voci” degli esami di laboratorio, e altri ancora, nell’ordine di un ulteriore 1,9% sono stati disposti con la spending review di Monti», ricorda ancora Lo Nardo.
Il quale nei giorni scorsi è stato sentito dalla commissione consiliare per la Sanità proprio su questi temi. «E anche in quell’occasione ho sottolineato che per il sistema convenzionato è insostenibile operare a prezzi più bassi degli attuali – continua il rappresentante del Sampi – In proposito vorrei si conoscesse un dato. Sapete quanto costa una visita in convenzione? Beh, in media 20,66 euro. E che cosa si può aggiungere a questo di fronte al fatto che per farla si usano apparecchi che costano magari un milione-un milione e mezzo e necessitano di tempi ammortamento e di manutenzioni costanti». «Ecco allora perché nel prossimo incontro alla Regione si dovrebbe decidere di costituire una commissione paritetica pubblico-privato per l’analisi approfondita di tutti i costi». (pgp)
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