La Nuova Sardegna

Un crudele Narciso La paura di crescere degli adolescenti

di Daniela Paba

Intervista allo psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet protagonista stamani all’Exmà di una lezione magistrale

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CAGLIARI. Capita di non riconoscerli, di non capirli, i ragazzi durante l'adolescenza. Per questo l'incontro con Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta, ospite oggi di Tuttestorie, con una lezione magistrale, “Sorpresa! Il nuovo corpo in adolescenza”, dove racconterà il passaggio cruciale che i ragazzi affrontano negli anni della scuola media, è un’occasione da non perdere. Pietropolli Charmet è autore della più imponente bibliografia sui ragazzi (“La fatica di diventare grandi”. “La scomparsa dei riti di passaggio”, “Narciso innamorato”, “La paura di essere brutti”), ha fondato, con Franco Fornero, Il Minotauro, cooperativa di specialisti che promuove progetti di prevenzione, ricerca, formazione, analisi istituzionale e gestisce servizi psicosociali; dirige la collana di Franco Angeli “Adolescenza, educazione, affetti” e il Festival della Mente di Sarzana sulla creatività.

Professore, perché ha dedicato la sua vita proprio agli adolescenti?

«Quarant'anni fa ho capito che il modo migliore per intervenire nei confronti delle gravi malattie mentali (schizofrenia, psicosi) erano le comunità terapeutiche per giovani psicotici, l'alternativa ai manicomi, ai servizi psichiatrici e alle proposte di Basaglia. Oggi le comunità terapeutiche vengono ritenute le strutture più idonee per le gravi malattie mentali. Quando ho abbandonato la psichiatria mi sono dedicato alle crisi dell'adolescenza: crescita, sviluppo, rapporto con la scuola, la famiglia, col gruppo, col corpo, fonte di grande sofferenza e grossi rischi perché poi i ragazzi trovano soluzioni peggiori del problema da risolvere. A quel tempo la psicanalisi non si era interessata dell'adolescenza e fare studi liberi da pregiudizi è stato un grosso incentivo».

Una lezione dedicata al corpo degli adolescenti, argomento che lei ha trattato spesso: tatuaggi e pearcing, imperativi estetici fino ai fenomeni di autolesionismo...

«Uno dei temi che fa soffrire più i ragazzi è la paura di essere brutti, non avere fascino per colpa del corpo: troppo grassi o magri, troppo piccoli. E non perché siano bruttini ma perché le aspettative di bellezza, successo, magrezza e seduttività sono altissime. La grande valorizzazione del modello educativo in famiglia (il bambino è bellissimo, intelligentissimo) combinato con la cultura del narcisismo che spinge al successo, questi ideali crudeli, fanno sì che, specchiandosi, una frangia di ragazzini abbia dubbi rispetto al fatto che il proprio corpo sia allineato agli ideali e quindi diete, palestre, stranezze di ogni genere. Il problema è importante perché può innescare tutta l'area dei disturbi della condotta alimentare, tutti i problemi legati alla fobia della scuola, ritiro sociale e dipendenza da Internet. I maschi che stanno tutto il giorno su Internet si sono visti inadeguati a rimanere in classe sotto lo sguardo crudele e giudicante dei coetanei e hanno sostituito il loro corpo con l'avatar. C'è poi la diffusione dell'autolesionismo, ragazzine che si tagliano e dimostrano che questo corpo non è esattamente il “loro stessi”, è una lavagna su cui si può scrivere. I ragazzi rischiano di essere in conflitto col corpo non più per la colpa legata alla sessualità e al desiderio, ma alla vergogna. Su questo c'è da ragionare in famiglia e a scuola, perché le conseguenze sono pericolose nel momento in cui, in seconda o terza media, quando devono costruirsi un'immagine mentale del proprio corpo, non ci riescono perché sembra loro troppo lontano dagli ideali narcisistici della società in cui viviamo».

Il Minotauro è un modello di laboratorio sociale che arriva dagli anni Sessanta e Settanta; quanto è importante il Consultorio gratuito per le famiglie in difficoltà?

«Ho messo in piedi il Consultorio gratuito piegandomi a raccogliere fondi non solo da enti pubblici, banche e fondazioni ma anche dalle famiglie all'insegna del: “I ragazzi difficili sono di tutti, anche nostri”. Se ciascuno mette 5 euro riesco a fare un intervento gratuito su famiglie che manco lontanamente possono affrontare la spesa di una seduta psicoterapeutica. Naturalmente al Minotauro il personale è specializzato, collaudato e supervisionato. Nel consultorio gli specialisti sono pagati a prezzi etici e in un anno abbiamo fatto 9500 colloqui gratuiti. Questo non sarebbe potuto nascere senza 25 anni di attività del Minotauro nell'area dell'adolescenza con interventi nelle scuole, in carcere. Ci ha fatto capire che la nostra funzione non è tanto di scrivere saggi scientifici ma di essere d'aiuto ai genitori e di sostegno ai docenti. Cioè ridistribuire quello riusciamo a sapere dai ragazzi nelle relazioni confidenziali che stabiliscono con lo psicologo. La loro sofferenza clandestina, segreta».

Il Festival della Mente di Sarzana è il festival della creatività, quanto contano le arti per completare il Sé degli adolescenti?

«Moltissimo e loro lo sanno. L'uso che fanno di Internet è anche per scaricare musica e film. E non appena si divarica nella scuola la possibilità di fare esperienze teatrali o di danza ha grande successo».

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